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25. 06. 2021 03:16

Milano è la capitale dell’abitare temporaneo: sempre più persone si rivolgono ad Airbnb

Airbnb spopola a Milano: ecco chi sono i nuovi “cittadini temporanei”

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Più che turisti, veri e propri “cittadini temporanei” che scelgono Milano per soggiornarvi. E in questo senso la città è sempre più laboratorio italiano dell’abitare temporaneo. Da qui ha preso forma l’accordo tra Comune e Airbnb con il quale la piattaforma si impegna a promuovere gli affitti a canone concordato. Le prime iniziative riguarderanno i contratti di affitto transitori – quelli con durata compresa fra 1 e 18 mesi – e il contratto di affitto per studenti.

È boom di Airbnb a Milano

Intervistati nel febbraio 2021 sulle prenotazioni dell’ultimo anno, solamente il 35% dei guest Airbnb ha citato la vacanza come motivo per recarsi a Milano. Gli ospiti in cerca di alloggi in affitto per periodi oltre i 28 giorni sono sempre più numerosi e sono cresciuti nell’ultimo anno, con la durata media del soggiorno che ha superato i due mesi.

Le ragioni sono le più diverse: professionali (lavoratori a termine, trasfertisti, smart worker), accademiche (studenti, ricercatori, docenti), personali (sfrattati della ristrutturazione, caregiver, separati), oltre a nuovi trend immobiliari come il “try before you buy”, ossia provare a vivere per un po’ in un quartiere prima di decidere se acquistare o affittare a lungo termine casa nella zona.

Fenomeni in corso da tempo che la pandemia ha accelerato, spezzando il binomio casa-ufficio e consentendo maggiore flessibilità. Come spesso accade, Milano è l’avanguardia di questa tendenza ‘nomade’: secondo Airbnb, a inizio 2021 Milano era al primo posto, davanti a Roma e Torino, per prenotazioni di oltre 28 giorni. Per gli host proprietari di casa – il 19% degli host milanesi di Airbnb ha dichiarato di dipendere dalle prenotazioni per il proprio bilancio familiare – un’opportunità di fare fronte ai flussi di turismo internazionale ancora mancanti, accogliendo degli ospiti con minori possibilità di spesa ma interessati a occupare l’alloggio per più tempo.

Chi cerca un alloggio temporaneo a Milano?

Chi arriva in città e si affida Airbnb per una prenotazione oltre i 28 giorni è “single” (circa il 70% delle prenotazioni). Sceglie di trasferirsi a Milano in prevalenza a gennaio, settembre e ottobre e i suoi quartieri preferiti sono Centrale, Sarpi, Magenta-Sant’Ambrogio, Porta Romana e Porta Venezia-Dateo.

A riprova della crescente mobilità, oltre 1 ricerca su 2 per un soggiorno transitorio è con l’obiettivo di essere a Milano entro il mese successivo. La maggior parte delle ricerche riguarda soggiorni in primo luogo di 1 o 2 mesi. Oltre il 70% delle ricerche è effettuata da italiani, il restante da stranieri che, nonostante le difficoltà di spostamento legate alla pandemia, sono alla ricerca di una sistemazione “lunga” a Milano.

Il patto. L’accordo Airbnb-Comune è il risultato di un Avviso pubblico di manifestazione di interesse preparato dalla Direzione Casa del Comune di Milano. Il progetto presentato da Airbnb e approvato dal Comune prevede la creazione di una pagina dedicata dove gli host troveranno due template di contratti di locazione a canone concordato (1-18 mesi e studentesco 6-36 mesi), oltre che le informazioni sulle agevolazioni del Comune per la promozione del canone concordato.

La pagina verrà promossa attraverso una campagna su diversi canali: seminari in collaborazione con l’Associazione dei proprietari OspitaMI, mail informative agli host Airbnb e una campagna sui social network. Saranno inoltre disponibili sulla pagina tutte le informazioni relative alle agevolazioni del Comune per la promozione del canone concordato attraverso l’Agenzia sociale della Locazione, oltre alle forme di garanzia per la regolare esecuzione dei contratti di locazione a favore di proprietari e inquilini.

«Ci sono numerose ragioni personali e professionali che portano una persona a cercare una sistemazione transitoria e a chiamarla comunque casa” afferma Valentina Reino, Head of Public Policy di Airbnb Italia -. La collaborazione con il Comune va nella direzione di immaginare un futuro di ospitalità sostenibile, che speriamo di poter replicare in altre città. Gli host stanno dimostrando molta attenzione all’affitto a lungo termine con l’80% che accetta già soggiorni superiori ai 28 giorni e il 50% degli annunci prevede una tariffa scontata sul lungo periodo».

Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina dell’iniziativa airbnb.it/milanoalungotermine.

Trovato: «Il Comune di Milano ce lo riconosce»

Può bastare l’accordo con il Comune con il quale Airbnb si impegna a promuovere gli affitti a canone concordato per rilanciare il settore? Ne parliamo con Giacomo Trovato, Country Manager per Italia e Sud Est Europa della piattaforma.

airbnb

Qual è la situazione post pandemia?
«La pandemia ha spezzato il binomio casa-ufficio consentendo maggiore flessibilità. Come spesso accade, Milano è l’avanguardia di questa tendenza nomade: a inizio 2021 Milano era al primo posto, davanti a Roma e Torino, per prenotazioni di oltre 28 giorni su Airbnb».

Chi è l’ospite tipo di Airbnb e per quanto tempo rimane in città?
«A febbraio 2021, solamente il 35% dei guest Airbnb ha citato la vacanza come motivo per recarsi a Milano. Gli ospiti in cerca di alloggi in affitto per periodi oltre i 28 giorni sono sempre più numerosi e sono cresciuti nell’ultimo anno, con la durata media del soggiorno che ha superato i due mesi. Le ragioni sono le più diverse: professionali, accademiche, personali. Nel 70% delle prenotazioni, il guest è single e sceglie di trasferirsi a Milano in prevalenza a gennaio, settembre e ottobre».

Da dove arriva?
«Oltre il 70% delle ricerche è effettuata da italiani, il restante da stranieri che, nonostante le difficoltà di spostamento legate alla pandemia, sono alla ricerca di una sistemazione lunga».

Cosa vi aspettate dall’accordo con il Comune?
«La collaborazione con il Comune va nella direzione di immaginare un futuro di ospitalità sostenibile, che speriamo di poter replicare in altre città. Gli host stanno dimostrando molta attenzione all’affitto a lungo termine con l’80% che accetta già soggiorni superiori ai 28 giorni e il 50% degli annunci prevede una tariffa scontata sul lungo periodo».

Gli Airbnb cresceranno nei prossimi mesi?
«Più che fare previsioni sui numeri, credo sia importante cogliere le tendenze del momento e mettere host e viaggiatori nella condizione di fare la scelta migliore, in base alle loro esigenze».

Quali altri sostegni chiede la categoria per un rilancio?
«Credo sia importante riconoscere il ruolo fondamentale che l’extra alberghiero ha assunto nell’ambito dell’ospitalità, e allo stesso tempo quanto sia importante per le persone: 19% degli host milanesi di Airbnb ci ha detto di dipendere dalle prenotazioni per il proprio bilancio familiare. L’altro aspetto è distinguere chiaramente fra chi svolge attività occasionale e chi fa impresa».

Gli albergatori parlano, rispetto agli Airbnb in nero, di concorrenza sleale: come rispondete?
«Che su Airbnb accettiamo solamente mezzi di pagamento elettronici e tracciati, mentre nel settore turistico purtroppo gira ancora troppo contante».

 

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