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03. 03. 2021 07:03

Milano perde un’altra bottega storica: chiude la Coltelleria Mejana in Galleria

Pochi clienti e canoni d'affitto troppo alti: il titolare punta il dito contro il Comune

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Milano perde un’altra bottega storica. La Coltelleria Mejana, negozio presente nella Galleria Vittorio Emanuele dal lontano 1917, chiude i battenti per sempre. A darne l’annuncio il proprietario del marchio Roberto Scapecchi.

La situazione. La bottega è uno dei più piccoli negozi della Galleria, solo 28 metri quadrati per un canone di affitto di 80mila euro l’anno. La saracinesca è abbassata da giorni e il negozio è quasi vuoto. Scapecchi ha comunicato alla direzione Demanio che non rinnoverà il contratto d’affitto.

«La nostra decisione ormai è irrevocabile – spiega il titolare –. La situazione in Galleria è nota a tutti. È da un anno, da quando è scoppiata la pandemia, che nel Salotto passa pochissima gente. Nonostante il Covid e la crisi, il Comune non ci è venuto incontro. Eppure nel 2020 siamo stati chiusi per 122 giorni a causa del lockdown. Non sono pochi. E quando abbiamo riaperto non è cambiato molto. Dalla zona rossa a quella gialla è lo stesso: in Galleria non passa nessuno. Ci saremmo aspettati una riduzione del canone almeno per i giorni in cui siamo rimasti chiusi. Ma nella riunione di oggi (ieri, ndr ) il Comune ci ha detto di avere avuto una riduzione delle entrate nel 2020 e di non poter applicare sconti».

La Coltelleria, in quanto bottega storica, ha diritto al rinnovo automatico del contratto in Galleria e ad un prezzo calmierato dell’affitto di 2.700 euro al metro quadro. Tuttavia anche se non avrebbe dovuto partecipare al bando, ha voluto restituire lo spazio al Comune.

«Il nostro contratto è scaduto a giugno, avremmo potuto rinnovarlo, ma non lo faremo – chiosa Scapecchi –. Il trattamento di riguardo del Comune nei confronti delle botteghe storiche è stato solo quello di non mettere all’asta gli spazi, ma i canoni di affitto per il rinnovo fissati dall’amministrazione restano troppo elevati per attività come le nostre. Ma le botteghe storiche non erano il fiore all’occhiello della Galleria? Il Comune sembra pensare solo alle multinazionali e sembra voler mandar via le botteghe storiche

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