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26. 09. 2021 09:37

Milano è sempre più “slow”: le zone 30 cambiano volto alla città

Nell'ultimo anno Milano si è sempre più trasformata in una città "a misura d'uomo"

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Milano cerca di diventare sempre più una città a passa d’uomo e per farlo punta forte sulle zone 30. A fine 2018 erano all’incirca 41 per circa 10,5 chilometri di superficie urbana coperta, mentre nel 2022 saliranno a 52 con circa 24,7 chilometri di spazio occupato.

Zone 30 per disincentivare il traffico

Le ultime zone 30 zono arrivate verso Loreto (Padova-Nolo-Palmanova) e San Siro (Qt8), mentre altri cantieri estivi e autunnali sono previsti dall’area Mecenate-Salomone, a via San Gottardo, da Quarto Oggiaro (via Val Lagarina) a Rogoredo-Santa Giulia, fino a Isola, Giambellino, Bovisa, e Vigentino.

Le aree vengono realizzate anche su segnalazione dei comitati di quartiere, municipi, associazioni commerciali e ambientalisti per essere realizzate in punti d’interesse come ad esempio in prossimità delle scuole. L’obiettivo è limitare il traffico ai solo residenti della zona riducendo l’inquinamento atmosferico e acustico e creando anche nuove aree verdi.

Le zone 30 sono però in buona compagnia: con lo scoppia della pandemia si sono moltiplicate anche le zone 15 che sono state inserite in viali e controviali, dove è praticamente obbligatorio andare a passo d’uomo. Ad oggi in città ce ne sono ben 36.

Per realizzare le zone 30 e 15 si interviene semplicemente sulla segnaletica e si aggiungono elementi strutturali come le “castellane”, rialzi dei passaggi pedonali, accompagnati dall’allargamento dei marciapiedi e dall’incremento del verde cittadino.

nolo milano piazze aperte
nolo milano

La rivoluzione urbana di Milano non può poi non prendere in considerazione il programma “piazze aperte” con i suoi interventi di urbanistica tattica che puntano a far tornare gli spazi pubblici importanti luoghi di socialità.

«Gli interventi servono a far rinascere i centri dei quartieri, troppo spesso dimenticati e assorbiti dalla necessità di parcheggi, abbandonando i quartieri dormitori, che prendono vita e attività — hanno spiegato gli assessori Marco Granelli e Pierfrancesco Maran —. Una città sempre più vivibile, con strade sicure, nuove aree di interesse collettivo nei quartieri, soprattutto in presenza di edifici come le scuole , luoghi dove pedoni e mobilità leggera si connettono strettamente alla vita di zona. Così i milanesi hanno ricominciato a riprendersi i loro spazi».

 

 

 

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