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I mutui crescono. Lo conferma anche l’ultimo rapporto presentato dall’Ufficio Studi di Tecnocasa che evidenzia come le famiglie italiane abbiano ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.805,9 milioni di euro nel terzo trimestre del 2018, pari ad un aumento del 10 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Pur se relativa a qualche mese fa, la tendenza è l’ultima disponibile per inquadrare il mercato immobiliare nel Paese.

Secondo il rapporto, le famiglie lombarde hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 2.751,7 milioni di euro, che collocano la regione al primo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 23,31% sul totale nazionale. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari ad una crescita del 5%. Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno scorso e si analizzano i volumi da gennaio a settembre 2018, la regione mostra una variazione positiva pari al 3,9%.

A Milano sono stati erogati volumi per 1.325,8 milioni di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a +17,4%. I tre trimestri in totale, invece, hanno visto 4.193,8 milioni di euro (+10,8%).

Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato nel terzo trimestre 2018 in Lombardia si è registrato un importo medio di mutuo pari a 121.200 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 121.800 euro.

Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa l’8% in più rispetto al mutuatario medio italiano. E per il futuro? Per l’Ufficio Studi di Tecnocasa si avvertono nuovi segnali di distensione sul mercato del credito, ma bisognerà attendere i dati relativi al quarto trimestre 2018, che presumibilmente saranno influenzati dall’aumento dello spread, elemento che avrà impatto sul prossimo periodo.

Nel corso degli anni, per mezzo del “Quantitative Easing”, la Banca Centrale Europea ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando l’accesso al credito delle famiglie. Il prezzo del denaro continuerà ad essere calmierato grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati; ciò dovrebbe garantire una buona iniezione di liquidità ai mercati e indici di riferimento ancora ai minimi almeno per tutto il 2019.


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