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08. 12. 2022 23:46

Futuro del Pd, parla Sala: «Non basta cambiare segretario. Questo è il tempo della lotta»

Il Sindaco di Milano sembra quasi auto-candidarsi per la segreteria del Pd: novità in arrivo?

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A tre giorni dalla sconfitta elettorale, il Sindaco di Milano Beppe Sala interviene nel dibattito interno al Partito Democratico sul futuro del nuovo segretario. Lo fa quasi auto-candidandosi e da uomo capace di farsi riconfermare a Milano nonostante un periodo storico favorevole alla destra italiana.

Nuovo segretario del Pd, ora parla Sala

Queste le parole di Sal affidate ad un post su Instagram: «Fra pochi mesi avremo una nuova segreteria del PD. La nona in quindici anni. Con una progressione che può insidiare il turnover record di allenatori della mia Inter: quattordici in quindici anni. Nel centrodestra invece ci sono gli stessi vertici di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d’Italia rispettivamente dal 1994, dal 2013 e dal 2014. La politica è in apparente movimento continuo, ma nella realtà è gattopardesca. Per cambiare veramente non basta sostituire un segretario con un altro o un’altra, peraltro secondo una scansione che sta ormai diventando una brutta tradizione (composizione delle liste elettorali, sconfitta, dimissioni del segretario che quelle liste ha composto). C’è un problema è più profondo, l’abbiamo capito tutti. E io aggiungo che ci sono delle urgenze vere, certamente più sentite dai cittadini rispetto alla corsa a candidarsi a guidare il PD. Senza dubbio la situazione socio-economica del Paese continua ad essere molto critica e colpisce una larga parte della popolazione», scrive Sala.

sala

«Ma vi invito a riflettere anche sul fatto – prosegue Sala su Instagram -, per esempio, che al giorno tre dopo le elezioni, oltre alla volontà di cambiare la Costituzione perché sarebbe troppo vecchia, gli esponenti di Fratelli d’Italia vanno subito sulla legge 194, che garantisce il diritto all’aborto. Sappiamo bene cosa significa toccare quella legge. C’è un’intera visione del mondo dietro a questa ambizione. Ecco: non è la mia visione. Per cui mettiamoci in testa una cosa. Si può parlare di segreterie e di congressi, ma c’è subito, da oggi, da lottare per difendere le ragioni di tutti coloro che riteniamo di rappresentare. Se non saremo in grado di farlo, cercheranno altri rappresentanti (veri o presunti tali)», conclude il Sindaco di Milano.

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