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04. 12. 2022 20:33

Sciopero dei taxi, perché la concorrenza spaventa la categoria? E intanto Milano si ferma

I due giorni di agitazione termineranno questa sera

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La speranza è che si possa finalmente uscire dal muro contro muro. Lo sciopero dei taxi, proclamato per il 5 e 6 luglio e che fino a mezzanotte del secondo giorno provocherà (sta provocando) enormi disagi ai viaggiatori è l’effetto di una discussione di cui sarà difficile venire a capo, nonostante i tentativi di dialogo.

Le manifestazioni si stanno moltiplicando in tutta Italia, a Milano c’è un presidio davanti alla Prefettura dopo che nei giorni scorsi i tassisti hanno protestato davanti a Palazzo Chigi a Roma e in tante altre città. I dati sul secondo giorno arriveranno a fine agitazione, ma già ieri la situazione in città era chiara: adesioni oltre il 90% e forti disagi per i turisti.

Sciopero dei taxi, di cosa discutono governo e sindacati

Al centro della discussione c’è l’articolo 10 del Ddl Concorrenza, riferito all’adeguamento «dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l’uso di applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti». Un’apertura a nuove forme di trasporto dalla quale i taxi si sentono danneggiati, perché obbligherebbe a battagliare per i passeggeri con dei giganti come Uber in un regime nel quale la licenza non sarebbe più una discriminante.

sciopero dei taxi

Qualche passo avanti nella discussione c’è stato, grazie all’incontro di alcuni giorni fa tra i rappresentanti di categoria e la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova. Il dialogo pare aver scongiurato un prolungamento dello sciopero, ma non l’effettivo stop di due giorni.

«L’obiettivo del governo è quello di pensare a un servizio che deve essere riformato – ha detto Bellanova a Radio Rai -. Il governo non è intenzionato a fare lo stralcio dell’articolo 10 del Ddl concorrenza, ma è disponibile a portare avanti il confronto per chiarire meglio e puntualizzare. Stiamo lavorando per chiarire e rendere trasparente l’obiettivo, che non è mettere in difficoltà la categoria dei tassisti o fare norme mettendo in contrapposizione una categoria all’altra, ma pensare a un servizio che deve essere qualitativamente sempre più elevato, per soddisfare il bisogno di reddito dei lavoratori e anche il diritto, dei cittadini, a una mobilità efficiente».

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