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05. 12. 2021 15:09

Finisce l’era dello smart working: gli statali tornano a lavorare in presenza

Finalmente si torna a lavorare in presenza: ecco cosa cambia da oggi per la Pubblica Amministrazione

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Il decreto voluto con forza dal ministro Brunetta stabilisce per oggi il termine per il rientro dei dipendenti statali negli uffici. Finisce l’epoca dello smart working, il lavoro a distanza reso necessario dal diffondersi del covid, ora si ritorna a lavorare in presenza. In realtà oggi a riprendere possesso delle proprie scrivanie saranno una minoranza, la gran parte dei lavoratori del settore pubblico lo ha già fatto da quando la morsa dei contagi si è andata attenuando.

Lavorare in presenza: si rientra a Palazzo Marino

Il Comune di Milano che, con i suoi 15mila dipendenti è la più grande azienda cittadina considerando anche quelle private, ha reso note le disposizioni per l’accesso ai locali. Il problema si chiama green pass di cui non tutti sono in possesso: Palazzo Marino ha stabilito che dalle 7.30 fino alle 10.30, la fascia oraria in cui avviene l’entrata in servizio della maggior parte dei dipendenti, il controllo della certificazione vaccinale viene effettuato all’ingresso di ogni sede su tutti i lavoratori.

A partire dalle 10.30 e fino alle 13.00 – se la sede non dispone di un presidio all’ingresso – sono i direttori o datori di lavoro a verificare, con controlli puntuali o a campione come previsto dalle linee guida, il possesso della certificazione garantendo così i controlli nella fascia oraria mattutina.

Anche Palazzo Lombardia termina lo smart working

Anche in Regione Lombardia, che conta oltre tremila dipendenti, è finito lo smart working che negli ultimi tempi prevedeva solo un giorno su cinque a casa. Si torna così a lavorare in presenza. Il Pirellone ha varato norme piuttosto rigide per il rientro negli uffici con controlli del possesso del green pass effettuati prima dei tornelli. Ma non è tutto, nel corso della giornata lavorativa l’amministrazione può procedere a controlli a campione. Non esistono franchigie neppure per i politici: nel caso in cui un consigliere regionale si presenti privo del green pass o si rifiuti di esibirlo, non gli sarà consentito l’accesso al Palazzo.

Per chi è sprovvisto del green pass esiste comunque un’altra possibilità di lavorare in presenza. Deve effettuare un tampone e presentare il risultato, ovviamente negativo, ai controllori. È un’ipotesi di difficile attuazione perché la validità del tampone è di 48 ore, dunque ogni due giorni bisognerebbe fare un nuovo test.

 

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