Taxi, mercoledì nero?

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Quella di domani non sarà una giornata, almeno sulla carta, per chi dovrà spostarsi in taxi. Resta, infatti, aperta la vertenza tra il Governo e le principali sigle sindacali delle auto bianche. Nonostante oggi sia in programma un nuovo incontro tra il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e i rappresentanti dei tassisti, resta confermato lo sciopero nazionale di 24 ore indetto per domani.

A promuovere l’agitazione sono Confail, Fast Tpnl, Orsa, Unica Taxi Cgil, Uri, Uritaxi, Usb Taxi e Uti. «In seguito al modo di procedere del Governo, con particolare riferimento alla grave condizione in cui si trova il Servizio Pubblico Taxi, a seguito della deregolamentazione che lo investe sia sul piano relativo al reale contrasto dei fenomeni di abusivismo, sia riguardo l’azione irregolare svolta da soggetti finanziari (multinazionali) che nulla hanno a che vedere con il trasporto pubblico locale non di linea, proclamano una giornata di sciopero nelle modalità previste dalla legge e garantendo lo svolgimento dei servizi essenziali», spiegano in una nota i sindacati.

In vista della giornata di sciopero, il presidente di Uritaxi, Claudio Giudici, ha lanciato un appello all’esecutivo gialloverde: «Il Governo “del cambiamento” trasformi in atti le parole». E ancora: «Dagli anni ’90 una semplicistica e acritica politica dell’attiriamo i capitali esteri ha preso il sopravvento in Italia, molto più che in altri paesi, paesi dove invece la priorità della tutela del tessuto produttivo interno ha trovato attenzione – precisa Giudici-. Negli ultimi anni abbiamo più volte sentito le forze dell’attuale maggioranza governativa fare dichiarazioni contro le multinazionali, la loro voracità, la loro distruttività».

«Abbiamo scritto ai sindaci perché riteniamo che i cittadini non devono essere le vittime di una protesta tanto assurda quanto immotivata. Per questo domani, quando i tassisti non svolgeranno il proprio servizio pubblico, lo faremo noi al loro posto e lo faremo gratis», annuncia il Comitato Air, rete che unisce varie associazioni di Ncc su tutto il territorio nazionale. «A noi che rispettiamo la legge ci viene negato il diritto di lavorare – aggiungono -, ai tassisti invece viene consentito tutto tanto che continuano a violare impunemente doveri come l’avere sempre il POS per permettere pagamenti elettronici».


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