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29. 11. 2022 06:10

Il rapper Tony Effe e l’ospedale San Raffaele insieme: ecco perché

Il San Raffaele ha chiesto al rapper Tony Effe di unire le forze per sensibilizzare i giovani su un tema delicato

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Per curare le patologie psichiatriche i medici oggi hanno strumenti in più: oltre ai farmaci e alla psicoterapia, gli esperti sono concordi nel proporre trattamenti innovativi, di potenziamento neurocognitivo attuati attraverso device non invasivi che possono agire favorendo la plasticità neuronale. A Milano è stato annunciato un nuovo progetto di aiuto concreto del cantante Tony Effe all’ospedale San Raffaele.

Il San Raffaele insieme a Tony Effe, l’unione che non ti aspetti

Sensibile alle tematiche della salute mentale e consapevole delle sofferenza psichica dei giovani, che la pandemia da Covid-19 ha contribuito ad accentuare, Tony Effe, rapper italiano da quasi 2 milioni di followers su Instagram, classe 1991, si è attivato per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di contribuire concretamente a rendere disponibili nuove opportunità terapeutiche per curare problematiche sempre più diffuse e invalidanti, a livello fisico e sociale. Le due realtà hanno unito per forza per una raccolta fondi ha come obiettivo l’acquisto di due device per il neurofeedback e la formazione di un ricercatore clinico presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Coronavirus, San Raffaele
San Raffaele

La tecnica del Neurofeedback è una metodologia emergente per l’ambito di intervento della riabilitazione che può migliorare la costruzione e l’efficienza di programmi di riabilitazione personalizzati sull’individuo, in associazione alle tecniche psicologiche e cognitivo-comportamentali attualmente in uso, perché ne può potenziare gli effetti. Questa tecnica può essere applicata nei processi riabilitativi in diversi disturbi quali i disturbi d’ansia, la depressione, la schizofrenia, l’alcooldipendenza, il disturbo ossessivo-compulsivo.

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