Trenitalia
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Uno spettacolo al primo piano della Stazione Centrale, con una suggestiva coreografia, e un filmato realizzato dal regista Ferzan Ozpetek hanno salutato i dieci anni dell’Alta Velocità di Trenitalia. Una scelta non casuale quella dello scalo cittadino: il boom del nuovo mezzo di trasporto trova in Milano una propulsione importante. Per capire quali sono le novità e i piani di sviluppo Mi-Tomorrow ha sentito Orazio Iacono, Amministratore delegato dell’azienda.

Dieci anni fa potevate immaginare questi risultati?
«I risultati conseguiti sono semplicemente straordinari, con 300 milioni di passeggeri in dieci anni, se si pensa che li abbiamo realizzati in un contesto particolare».

Quali?
«Siamo l’unico Paese in cui esiste una competizione in questo mercato, ci siamo quindi dovuti misurare con un competitor».

Cosa rappresenta Milano per Trenitalia?
«E’ la città che esprime l’eccellenza del nostro Paese, noi offriamo un servizio all’altezza della città».

Pensate di potenziare il servizio su Milano?
«Ci sono importanti novità per soddisfare la domanda turistica estiva. In primo luogo abbiamo programmato una maggiore capillarità di collegamenti del Frecciarossa a Rogoredo dove ci saranno 14 fermate in più: complessivamente le fermate nei nodi ferroviari metropolitani di Milano sono 246».

Altre novità?
«Dal 9 giugno Milano e Ancona avranno quattro collegamenti giornalieri grazie al Frecciaargento ETR 700: i treni sono parte di un più ampio upgrade di servizi verso la linea adriatica. Grazie alle Frecce, infatti, il viaggio tra Milano e Ancona si riduce a tre ore e due minuti mentre quello tra Milano e Riccione si riduce a due ore e nove minuti, tra Milano e Bari a 6 ore e 45 minuti».

I collegamenti con le città del Nord restano invariati?
«Sì, in particolare sono confermati i 48 Frecciarossa tra Milano e Venezia, partendo da Milano alla 6.15 e con ultimo arrivo nel centro lagunare alle 23.13. Per le vacanze estive abbiamo riattivato i FRECCIAlink che sono attivi per le località di montagna: per andare a Cortina partendo da Milano saranno sufficienti 5 ore e nove minuti».

La tratta Milano-Roma ha avuto un grande successo, ci sono novità?
«Confermiamo le 104 corse che uniscono la due città, con l’offerta che va dalla 5.00 del mattino a mezzanotte, ovvero garantiamo gli ultimi arrivi nelle due più importanti metropoli d’Italia. Ricordo ancora che sono ben 56 i Frecciarossa che uniscono il Colosseo e la Madonnina in tre ore».

I pendolari spesso si lamentano del servizio: cos’è il nuovo pendolarismo che ha annunciato Trenitalia?
«E’ lo sforzo di soddisfare le esigenze dei pendolari che rappresentano una nostra priorità. A questo scopo abbiamo introdotto nuovi treni, che entrano a fare parte della flotta di Trenitalia: si tratta di Rock e Pop che saranno impiegati prima in Emilia-Romagna poi nelle altre regioni, che fanno parte di un piano di 600 convogli nazionali che rinnoveranno la flotta all’80%».

Come siamo messi rispetto agli altri?

La definizione di “alta velocità ferroviaria” stabilita dalla Commissione europea e dalla Union Internationale des chemins de fer (UIC) classifica come treni AV tutte le linee ferroviarie che raggiungono o superano i 250 chilometri orari. L’Italia ha iniziato da diversi anni un percorso di modernizzazione della rete ferroviaria per consentirle di supportare le potenzialità dei nuovi treni e creare treni ad alta velocità come Frecciarossa 1000 o Italo EVO.

Le principali compagnie ferroviarie italiane sono Trenitalia, l’operatore nazionale che gestisce la rete regionale e dell’alta velocità tramite i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca e l’operatore privato Italo che opera solo sulle tratte ad alta velocità.

Secondo l’UIC in Italia l’alta velocità conta attualmente su una rete lunga 1.467 chilometri contro i 16.781 chilometri totali delle linee in esercizio nel Paese. Un dato che posiziona l’Italia al quarto posto in Europa per chilometri di ferrovie ad alta velocità, dopo la Spagna (2.852 km), la Francia (2.814 km), e la Germania (1.658 km).

Ma la classifica è solo momentanea perché proprio l’Unione Europea ha previsto per l’Italia un considerevole sviluppo dell’alta velocità ferroviaria che contribuirà a modificare in modo considerevole il trasporto, non solo italiano ma anche europeo.


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