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12. 05. 2021 19:59

Zona gialla, quei conti che non tornano

Le stime di Confcommercio sui possibili ricavi legati alle riaperture

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In qualche modo si è ripartiti. Pur con lacune e difficoltà, Milano ha ripreso da ieri un ritmo nuovo che spera di non dover più abbandonare. Anzi, semmai nelle prossime settimane le riaperture potrebbero gradualmente aumentare in base all’andamento della curva epidemiologica e della campagna vaccinale.

Calcoli. Secondo Confcommercio, il ritorno alla zona gialla – in versione “rafforzata” con ancora lo stop per bar e ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto (costretti, quindi, a proseguire solo con asporto e delivery) – porterà i ricavi complessivi delle attività commerciali e dei pubblici esercizi a 1 miliardo e 91 milioni di euro: il 70,8% di un valore normale senza Covid. 269,3 milioni di euro in più rispetto alla zona arancione.

Ma il recupero sarà soprattutto nel commercio al dettaglio: 197,6 milioni di euro. Solo 71,4 milioni di euro nella ristorazione. L’apertura serale all’aperto per i pubblici esercizi non compensa i mancati ricavi delle attività di ristorazione e bar: a Milano per il 50% delle imprese non cambierà di fatto nulla.

La zona gialla “tradizionale” (come si è, ad esempio, avuta a febbraio) con la somministrazione al chiuso solo a pranzo, avrebbe invece portato – ha calcolato l’Ufficio studi – almeno altri 71 milioni di euro in più (71,2).

Trasporti. Intanto Atm ha disposto nuovi potenziamenti del servizio di trasporto pubblico, con un aumento delle navette per le scuole punto a punto e mezzi di rinforzo sulle linee tradizionali.

In metropolitana ci sono 8 treni in più, pari a un potenziamento del 10 rispetto alla scorsa settimana, mentre in superficie l’incremento è del 10/15%. Per quanto riguarda la capienza al 50%, sulle metropolitane un algoritmo garantisce gli ingressi scaglionati nelle stazioni e quindi il limite del 50%.

Sui mezzi di superficie, invece, l’autista ha una serie di procedure in caso di raggiungimento della capienza massima, invitando a scendere e nel caso in cui non ci sia collaborazione da parte dei passeggeri, il mezzo si ferma in attesa delle forze dell’ordine. Piano straordinario anche per Trenord con oltre 2.100 corse di treni e 180 di bus, pari a più di 1 milione di sedili al giorno.

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