Otto anni, i giochi con le compagne, i compiti, i dispettucci tra amichetti, le feste. E qualcosa di più, come ad esempio diventare la bambina più brava d’Italia a scacchi under 8: è il caso di Bianca Pavesi, milanese, diventata un asso con la tavola a quadri. A Mi-Tomorrow, alla vigilia della giornata mondiale dedicata proprio agli scacchi, racconta senza nessun timore cosa vuol dire essere un piccolo genio.

Che classe frequenti?

«La terza elementare».

Con chi giochi a scacchi di solito?

«Mi alleno con mio fratello, ha dieci anni e fa i campionati della sua età, è arrivato secondo ai campionati nazionali under 12: lui mi insegna le tattiche».

Giochi con tuo padre?

«Ha insegnato a mio fratello ora non gioca più».

E con tua madre?

«No, lei non sa giocare. Ho anche un terzo fratello che non sa giocare».

Giochi con qualcun altro?

«Ho un maestro di scacchi, con lui faccio le partite per imparare».

Sono lezioni noiose?

«No, sono divertenti».

Chi vince?

«Sempre lui».

Quando si è svolto il campionato under 8 che hai vinto?

«Una settimana e mezzo fa a Scalea, funzionava così: chi vinceva incontrava quelli che avevano vinto mentre chi perdeva giocava con quelli che avevano perso. Io le ho vinte tutte tranne l’ultima che ho pareggiato a titolo acquisito».

Quale premio hai ricevuto?

«Una coppa e un contributo in denaro, poi andrò al Mondiale a novembre in Spagna a spese della Federazione».

Trovi sempre il tempo per giocare?

«Cerco di giocare ogni giorno, almeno per un’ora».

Com’è il rapporto con i tuoi compagni di scuola?

«Normale».

Farai un altro campionato nazionale?

«Si, l’anno prossimo, poi nel corso dell’anno si fanno i tornei, io ho incontrato bambini della mia età ma anche persone di 70 anni».