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21. 06. 2021 05:11

Autunno DiVino: il foliage esplode tra i filari dei vigneti piemontesi

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Autunno DiVino: il foliage esplode tra i filari dei vigneti piemontesi.

Le colline del Monferrato

Si parte dalle colline Patrimonio Unesco che hanno ottenuto questo riconoscimento nel 2014 proprio per il connubio speciale tra paesaggio gli infernot.  Facile e divertente individuare il giallo delle uve a bacca bianca: Cortese, Sauvignon, Chardonnay. Così come il rosso delle più numerose uve a bacca rossa: in primis Barbera e Freisa.

Le uve del Grignolino, vino rosso fortemente identitario di questo territorio, hanno foglie che in autunno non diventano rosse, ma gialle, come nelle uve bianche, confermando la scarsa dotazione di antociani di questa varietà, i pigmenti rossi. Per gli appassionati del cammino un percorso a piedi suggestivo è quello di Sala Monferrato: è il percorso 740 (segnavia CAI rosso/bianco/rosso) Sala tra santi e vigne, un itinerario ad anello di 9 chilometri che passa proprio nel punto in cui vi è la panchina gigante, posta vicino alla bella chiesa barocca di San Grato.

È un percorso aperto e panoramico che si snoda in gran parte tra le vigne, per godere delle infinite sfumature di colori delle vigne. Proseguendo sul comune denominatore delle panchine potete fare un salto nell’alto Monferrato acquese alla ricerca della big bench di Strevi. Ribattezzata anche “dell’amicizia”, si trova in mezzo a vigneti che producono vini passiti e anche qui lo spettacolo è assicurato, specialmente sulla vigna Scrapona, dal dialetto arrampicata.

Monferrato
Monferrato

Nel Gaviese, tra forti e Cortese

Un foliage tra i vigneti, ancora una volta dal volante dell’auto o dal sellino della bicicletta sulle colline del Cortese, famose per la produzione dell’omonimo vino. L’itinerario parte da Piazza Dante a Gavi, borgo Bandiera arancione del Touring, sovrastato dall’antico forte militare, simbolo del paese.

Scendendo per Via Voltaggio si prende la SP 170 in direzione di Bosio e dopo circa 4,6 km si svolta a sinistra in strada Val Pagani, alla sommità della quale spunta la big bench di Bosio da cui un suggestivo scorcio panoramico sulle vigne di Cortese e Dolcetto. Proseguendo lungo la SP 168, si raggiunge il paese di San Cristoforo con il suo castello.

Lasciato il centro del paese, si prosegue in direzione Capriata d’Orba (SP 177) per poi svolgere subito a destra verso Via Rondanino e percorrere Strada delle Parodine, una lunga strada bianca panoramica di circa 5 km circondata a destra e sinistra da meravigliosi filari di vigne.

Al termine della strada bianca si scenderà a destra verso Francavilla Bisio lungo la SP 178 e subito dopo il ponte che ha un colpo d’occhio sul Castello dello stesso paese, si proseguirà lungo la strada comunale fino al paese di Tassarolo. Il percorso ad anello volge quasi al termine e sarà semplice raggiungere nuovamente il centro storico di Gavi.

Pennellate di colore sui colli Tortonesi
Pennellate di colore sui colli Tortonesi

Pennellate di colore sui colli Tortonesi

Il sentiero della La Montà di Bogino è una proposta perfetta per passeggiata slow: cinque km e mezzo, per un paio di ore di camminata. Punto di partenza è Volpedo, uno dei Borghi più belli d’Italia dall’antica storia, testimoniata dalla pieve che sorge ai margini del centro abitato. Ma è anche e soprattutto il luogo del pittore Giuseppe Pellizza, famoso per il Quarto Stato.

In suo onore, l’omonima associazione ha realizzato il Comprensorio Escursionistico I Percorsi Pellizziani, che si snoda sul territorio dei comuni di Volpedo, Monleale, Montemarzino e Berzano di Tortona e comprende diversi sentieri tra cui, appunto, La Montà di Bogino. Sul tracciato diversi pannelli illustrativi riportano riproduzioni di alcune opere dell’artista, collocate nei punti esatti dove furono realizzate.

Il percorso parte dalla piazzetta Quarto Stato e tra le vie del paese giunge al bivio per Pozzol Groppo, per poi svoltare a destra si raggiunge su strada campestre, la Montà di Bogino, una breve rampa in salita raffigurata da Pellizza in una delle sue opere, e che dà il nome al sentiero.

Al termine della salita il percorso segue la stradina sterrata che piega sulla destra snodandosi tra i vigneti e offre vedute panoramiche sulle colline circostanti, con il castello di Nazzano che domina la Valle Staffora.

Maratona bollito
Maratona bollito

Maratona no-stop all’insegna del bollito

Campamac Osteria di Barbaresco, nel cuneese

Le cucine dell’Osteria Campamac di Barbaresco, in provincia di Cuneo si attivano alle 7.00 del mattino fino alle 18.00, da sabato 31 ottobre fino al 8 dicembre. Una grande maratona no stop dedicata al bollito, così tutti i sabati e le domeniche, con i tagli delle carni dei migliori macellai delle Langhe, si rifà un tuffo nella tradizione del dopoguerra, con una colazione a base di fassona battuta al coltello, carrello dei bolliti, plin con il Barbaresco, tartufo bianco d’Alba e quenelle al gianduia.

In accompagnamento i vini del territorio, Barbaresco, Barolo o Barbera. Dalle 12.00 alle 15.00 ci sarà sempre la possibilità di ordinare alla carta. Alla fine del pranzo non può mancare una passeggiata nelle vigne in questi weekend di autunno, quando la Langa dà il meglio dei suoi colori. campamac.com.

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