Franciacorta, non solo vigneti

Assicuratevi di avere trentasei ore di libertà. Fate il pieno di energia. Unite la passione per la natura a quella per il buon vino. Lasciatevi quindi guidare da quel che un territorio, ad un’ora di macchina da Milano, può riservare. La meta è la Franciacorta, nel cuore della Lombardia, affacciata com’è sulle sponde del lago d’Iseo, tra dolci colline ricoperte da vigneti. Da queste parti il vino è un gioiello, il primo italiano ad essere prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Parlare di Franciacorta, quindi, significa raccontare un territorio, ma soprattutto una storia d’eccellenza italiana. Ogni piccola realtà di questa zona ha un proprio racconto, una peculiarità e una differenza che la rende unica.

COCCAGLIO • Il Castello Bonomi (tel. 030.77.21.015, castellobonomi.it) ad esempio, è geograficamente posto a sud del Monte Orfano, dove i vigneti godono di un’esposizione al sole e alle brezze imparagonabile con altre parti della Franciacorta. La tenuta di Coccaglio, a cinque minuti dalla BreBeMi, sorprende per vini di spiccata personalità che, nel corso di un light lunch, possono accompagnare una selezione di salumi del territorio, ma anche diventare protagonisti di un primo. E’ il caso del CruPerdu, un Franciacorta Brut pluripremiato, vera punta di diamante della cantina, che si apprezza degustandolo quale ingrediente top di un classico risotto. Il Satèn, ottenuto al cento per cento da Chardonnay, travolge per la sua morbidezza, mentre il Rosé schiude tutti i profumi di uve che qui vengono monitorate anche via satellite per garantire il massimo della qualità possibile. Visitando la pancia della cantina di Castello Bonomi si resta colpiti pure dalle edizioni speciali, come la Gran Cuvée “del Laureato”, nato dall’amore di una madre per il figlio giunto al grande traguardo, decorato a mano da un’artista veneziana.

TORBIATO • Ma la Franciacorta aguzza l’ingegno, come nel caso di Paolo Rossi che da Travagliato ha scelto di organizzare voli in mongolfiera, di gruppo o di coppia, per una giornata da ricordare o per celebrare una ricorrenza particolare. Non solo. Con il Quad Tour Franciacorta (tel. 338.61.91.907, quadtourfranciacorta.it) ci si immerge nella natura, a bordo di pratici quad, appunto, fermandosi in mezzo alle vigne e facendo tappa per un aperitivo presso cantine o aziende agricole. Da non perdere, in questo tour baciato dal sole estivo, la norceria Polastri Macèler (tel. 030.73.57.154) di Torbiato di Adro: qui un calice di Franciacorta incontra alla perfezione la bresaola artigianale e il salame di capra che la famiglia Palazzi producono da quattro generazioni. Accolti con la voglia di raccontare una storia, ci scappa un invito per la notte di San Lorenzo del 10 agosto, quando sulla terrazza dell’azienda (con negozio al piano terra) si celebrerà il rito del tipico spiedo bresciano.

CORTE FRANCA • La cena sulla collina, in un ambiente di travi a vista e ricercatezza nel servizio e nella proposta, è alla cantina Barboglio De Gaioncelli (tel. 030.98.68.31, barbogliodegaioncelli.it), a Corte Franca. Gestito da giovani professionisti, il ristorante non propone un menù totalmente incentrato sul territorio della Franciacorta. Ci sono tipicità, certo, ma anche piatti “rivisitati” come l’Amatriciana estiva (fredda con pomodoro crudo) o lo spaghetto cacio e pepe guarnito con ostriche. La carta dei vini parla di eccellenze italiane e si possono scovare piccole “chicche”, ideali anche per accompagnare una selezione di formaggi dove non manca il Bagoss, proveniente dagli alpeggi della vicina Valle Camonica.

ISEO • Il tempo di ricaricare le batterie presso il Bed&Breakfast Villa Franca in Franciacorta (tel. 392.64.22.563, villafrancainfranciacorta.com), a Passirano, e c’è da andare a scoprire un’altra parte del territorio: Iseo e il lungolago. Per farlo Remo Lucia Sport (tel. 030.98.22.006, remoluciasport.it), nel cuore proprio di Iseo, noleggia biciclette (classiche o a pedalata assistita) per vivere al meglio una nuova esperienza nella natura, passando attraverso la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, un’area prioritaria per la biodiversità nella Pianura Padana. E’ facile imbattersi in qualche pescatore che qui trova specie faunistiche uniche. Ecco perché la meta obbligata di una mattinata del genere non può che essere la Trattoria al Porto (tel. 030.98.90.14, alportoclusane.it) di Clusane d’Iseo, dove la regina della tavola è la tinca, insieme ad un’impressionante varietà di pesci di lago. Il consiglio è per la tinca al forno, preceduta, se l’appetito è tanto, da un piatto di spaghetti con i piccoli gamberetti di lago. Anche gli antipasti sono un trionfo di pesce d’acqua dolce, con tanto di luccio e persico in carpione. Per i dessert c’è l’imbarazzo della scelta: di fronte ad una vetrina di torte fatte in casa potreste cadere su una classica Sbrisolona, tipica del territorio.

ADRO • Da Iseo ad Adro la strada non è poi così lunga. Salendo dal casello autostradale di Rovato ci si ritrova in tre minuti di fronte ad una piccola dimora franciacortina divenuta luogo d’ispirazione per Paolo Radici, industriale bergamasco innamorato del vino che qui ha edificato la sua cantina Ronco Calino (tel. 030.74.51.073, roncocalino.it). La vigna, che scende direttamente dalla casa, è biologica. Qui c’è la culla di sei etichette di bollicine Franciacorta che si distinguono per eleganza e longevità. Anna Zanardini spiega come la scelta di rimanere “piccoli” sia una precisa scelta, dettata più dalla passione che dalla voglia di fare business nel mondo del vino. Eppure si respira voglia di crescere, di farsi conoscere, di mettere a sistema le tante realtà vinicole della zona per accrescere il brand Franciacorta in Italia e nel mondo. Ronco Calino avrebbe tanti portabandiera, ma il Rosé Radijan impressiona per una facilità di bevuta che verrebbe la tentazione di abbinarlo ad un pasto completo, ad eccezione del dolce perché – raccontano da queste parti – «il Franciacorta non è un vino da brindisi».

MONTICELLI BRUSATI • Se le cantine fin qui visitate hanno volutamente scelto di rimanere su dimensioni medio-piccole (al massimo una produzione di centomila bottiglie all’anno), La Montina (tel. 030.65.32.78, lamontina.com) di Monticelli Brusati viaggia su proporzioni più grandi (fino a mezzo milione di bottiglie nelle annate migliori). C’è un legame tra la cantina e la religione: le prime notizie su La Montina, infatti, risalgono al 1620, quando proprietaria della casa padronale era una nobile famiglia bresciana facente capo a Benedetto Montini – avo di Papa Paolo VI – il cui cognome originò il toponimo Montina. La seicentesta Villa Baiana, cuore della tenuta e sede di matrimoni e feste, è stata oggetto di diversi interventi di ristrutturazione, coniugando oggi tradizione e ricerca. La scelta tra Brut, Extra Brut, Cuvée ed edizioni speciali, è piuttosto ampia, compresa la bottiglia che dal 2015 in poi celebra ogni anno il Milan. La cucina, attiva anche per addii al celibato, ricalca il territorio. Il connubio perfetto? Risotto al Taleggio su vellutata al tartufo, accompagnato dal Brut. I calici di ogni dimensione si sprecano: un tripudio che induce pure a presentare il tiramisù finale al bicchiere. Tra una bolla e l’altra, è bene non confondersi e armarsi di cucchiaino…

Per ogni genere di informazioni sulla Franciacorta e per vivere un’esperienza da ricordare, potete contattare la Strada del Franciacorta sul sito stradadelfranciacorta.it