Lodi si veste a festa con il Palio

Palio
Palio

Si è affermato nel corso degli anni per essere l’unico palio al mondo dove i cavalli non si azzoppano. A Lodi hanno sempre giocato su questo motto per promuovere l’annuale palio, di scena quest’anno domenica prossima, 7 ottobre, e giunto alla 32esima edizione.

LE CONTRADE • Uno spettacolo vero, autentico. Gli otto rioni della città si sfidano in piazza della Vittoria su cavalli realizzati in ferro, cavalcati da un fantino e spinti dai compagni di squadra: tre giri sul fondo ciottolato, con i lodigiani riuniti per tifare la propria ‘contrada’ e aggiudicarsi il palio, il Bastone di San Bastiano, patrono della città. Quest’anno in campo ci sarà anche una formazione internazionale: un team di Costanza, città tedesca gemellata con Lodi, cercherà di scrivere la storia, vincere per la prima volta e portare simbolicamente il premio fuori dagli italici confini.

IL PROGRAMMA • La manifestazione, che ha anche un carattere di rievocazione storica, si apre alle 11.00 con la Santa Messa celebrata in cattedrale. Alle 15.30 la sfilata di presentazione dei rioni, alle 16.00 le qualifiche e quindi alle 17.00 le prime gare: prima quella degli anelli, poi la corsa dei puledrin (cavalcati e spinti dai bambini dei quartieri) e quindi la gara regina, quella che vale il palio, che sarà consegnato, al termine della corsa, dal sindaco alla squadra vincente. Per tutta la giornata il centro storico di Lodi si vestirà a festa e i visitatori potranno immergersi nelle tradizioni locali e assaporare i piatti tipici della gastronomia della bassa lombarda.

LA STORIA • L’idea del palio venne a un gruppo di cittadini che 32 anni fa decisero di rievocare alcuni momenti chiave della storia lodigiana e di contrapporsi alla manifestazione senese. A metà del 15esimo secolo a Lodi venne firmata una pace tra gli Stati in cui era divisa l’Italia: dopo la firma ci fu una grande festa e il palio è stato organizzato immaginando come i cittadini di allora avrebbero potuto riunirsi per festeggiare un simile avvenimento.

«Volli sfidare Siena»
Gigi Bisleri racconta la genesi della rassegna

Gigi Bisleri, 32 anni fa, ideò il primo palio di Lodi. E da allora, dopo aver fondato il Club Wasken Boys, resta la mente e l’anima di questa manifestazione che attrae migliaia di visitatori da tutta la Lombardia.

Perché le venne in mente di organizzare una simile manifestazione?
«Volli sfidare Siena. Insieme ad alcuni amici pensammo a un palio come quello toscano ma profondamente diverso, una corsa dove i cavalli che corrono non rischiano la vita. Perché sono di ferro. E quindi tutti si divertono».

E’ un evento sentito dai lodigiani?
«Molto. I rioni in gara si preparano per settimane e poi celebrano la vittoria. Il palio venne proprio pensato per far rivivere i quartieri di Lodi, per animarli. Oggi poi è diventata una manifestazione che porta in città moltissimi turisti. E di questo siamo molto contenti, perché la città viene valorizzata e conosciuta anche da chi arriva da fuori».

Spettacolo ma anche storia…
«Certo, non solo perché in qualche modo la festa evoca usi e costumi d’altri tempi. Ma anche perché puntiamo a celebrare la storia locale. Quest’anno ricordiamo due figure chiave per la nostra città, due donne che scrissero la storia d’Italia: Ada Negri, scrittrice e poetessa, e Giuseppina Strepponi, cantante lirica e seconda moglie di Giuseppe Verdi».

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