Un patrimonio unico: in tour tra i siti Unesco lombardi

siti unesco
siti unesco

Un tour fra alcune delle bellezze appartenenti alla rete dei siti Unesco lombardi. Dalle incisioni rupestri all’arte dei liutai, le meraviglie che il mondo apprezza.

 

QUI VARESE E COMO

I Sacri Monti lombardi
Dal 2003 sono iscritti nella Lista dei siti Unesco. Si tratta di gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana. In Lombardia, in posizione panoramica, si trovano due dei nove sacri monti della rete: ad Ossuccio, sulla sponda occidentale del Lago di Como, si erge il Santuario della Madonna del Soccorso.

Il Sacro Monte è costituito da quindici cappelle collegate da una strada acciottolata, lungo il percorso ascensionale; a Varese il Santuario di Santa Maria del Monte, luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo lungo le pendici del Monte Velate. Il complesso comprende quattordici cappelle più il santuario all’interno dei quali sono custoditi statue e affreschi seicenteschi. Info su sacrimonti.net.

QUI VALCAMONICA

arte rupestre
L’arte rupestre in Valcamonica

L’arte rupestre
Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte in provincia di Brescia, è stato il primo parco istituito in Valle Camonica nel 1955. L’area di oltre 14 ettari costituisce uno dei più importanti complessi di rocce incise nell’ambito del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO. Al suo interno, fra i boschi, è possibile ammirare ben 104 rocce incise, corredate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 Km.

Le incisioni vanno dal Neolitico all’età del Ferro, anche se non mancano incisioni di età storica. L’epoca meglio rappresentata è sicuramente l’età del Ferro, quando la Valle era abitata dai Camunni delle fonti romane. La visita completa di tutti i percorsi richiede almeno 4 ore. Info su vallecamonicaunesco.it.

QUI CREMONA

cremona
L’arte dei liutai a Cremona

L’arte del saper fare liutario di Cremona
A Cremona, antica capitale della musica e del violino, l’arte del Saper fare liutario conquista nel 2012 l’attenzione dell’Unesco. La professione liutaria inizia a svilupparsi a Cremona nel XVI secolo. Antonio Stradivari faceva parte di questi artisti cremonesi che tramandavano di padre in figlio le conoscenze dei materiali e delle tecniche di lavorazione.

Ancora oggi, la tradizione richiede che il procedimento di lavorazione dei violini sia esclusivamente manuale, che la stagionatura del legno sia naturale e che in nessun caso vengano usate parti di provenienza industriale. Oggi sono attive oltre 150 botteghe liutarie che, tutti i giorni, rinnovano la tradizione dei grandi maestri del passato. A queste si affianca la Scuola Internazionale di Liuteria, frequentata da studenti italiani e stranieri. Info su musei.comune.cremona.it.

QUI BRESCIA E VARESE

Il monastero di Torba
Il monastero di Torba

I Longobardi in Italia
Palazzi, chiese e monumenti che raccontano l’influenza che questa popolazione ebbe in Italia nell’alto medioevo. Si tratta di un insieme di beni ricchissimo la cui datazione spazia dal VI all’VIII secolo, che documenta la ricchezza di questo popolo che dominò a lungo il territorio italiano. In Lombardia, c’è il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia, uno dei maggiori esempi di architettura religiosa alto medioevale, testimonianza dell’appoggio dei Longobardi ai movimenti monastici.

A Castelseprio, in provincia di Varese, si trova l’area del castrum, avamposto militare romano e ostrogoto, trasformato dai Longobardi prima in una stazione commerciale e successivamente in un luogo di preghiera, con la Basilica di San Giovanni Evangelista, della Chiesa di Santa Maria foris portas e del Monastero di Torba. Info su longobardinitalia.it.

QUI BERGAMO

Le mura di Bergamo
Le mura di Bergamo

Le opere di difesa veneziane
Si tratta del sistema difensivo, che appartiene ad un progetto strategico commissionato dalla Repubblica di Venezia ai migliori professionisti, architetti e ingegneri militari dell’epoca tra il XVI e il XVII secolo, si snoda per oltre 1.000 chilometri tra lo Stato di Terra, oggi rappresentato dai territori di Lombardia e Veneto, e lo Stato di Mare, ora Croazia e Montenegro.

A Bergamo le fortificazioni sono lunghe 5,3 chilometri. Dal 2016 Bergamo ha intrapreso, come capofila, il percorso per ottenere il riconoscimento tra i siti Unesco delle fortificazioni venete come parte di un sito culturale seriale transnazionale che comprende Peschiera del Garda, Palmanova, Zara e Sebenico in Croazia e Cattaro in Montenegro. Nel 2017 il Comitato per il Patrimonio Culturale Mondiale ha approvato la richiesta. Info su patrimoniomondiale.it.


www.mitomorrow.it

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