Entrato da dieci anni esatti nel club dei borghi più belli d’Italia, Soncino è una di quelle tappe a relativa distanza da Milano (59 chilometri circa) ancora poco conosciute. Comune di neanche ottomila abitanti in provincia di Cremona, Soncino vanta un raccolto centro storico medievale racchiuso tra mure quattrocentesche.

In un percorso di visita anche giornaliero le cose da vedere non mancano, a cominciare dalla Rocca realizzata nel 1473 da Bartolomeo Gadio (lo stesso architetto del Castello Sforzesco di Milano) con le sue torri, vari locali sotterranei e i piccoli musei storico e archeologico. La Rocca è stata anche fortunata sede di un noto set cinematografico, Ladyhawke (1985) con Michelle Pfeiffer. Con il biglietto d’ingresso da cinque euro (sono previsti sconti dedicati alle famiglie) è possibile visitare anche il Museo della Stampa e la Sala di Vita Medioevale.

CULLA DELLA STAMPA • Il primo si trova in una torre trecentesca nel quartiere a nord-est del borgo, un tempo abitato dagli ebrei. Per capire la storia di questo luogo magico bisogna fare un salto indietro nel tempo. Nel 1455 Gutenberg scopre la stampa a caratteri mobili: la Bibbia fu il primo libro da lui stampato in quel di Magonza. Anche nella vicina città di Spira l’invenzione ebbe immediato successo: qui viveva la famiglia del medico-rabbino Israel Nathan, costretta a emigrare in seguito a una delle frequenti persecuzioni contro gli ebrei. Gli Sforza, signori di Milano, accolsero con piacere questi emigranti e li autorizzarono a svolgere la loro attività in questo piccolo borgo.

Nel 1483 esce il loro primo libro, con caratteri nitidi e perfetta impaginatura, nel 1488 la preziosissima prima edizione della bibbia ebraica completa (fornita cioè di accenti e vocali). Costretti a abbandonare anche questo borgo e a peregrinare cercando rifugio e lavoro in altre parti d’Italia e d’Europa, firmarono sempre le loro opere con il nome di Soncino che per prima li aveva accolti una volta fuggiti dalla Germania. La seconda si trova invece all’interno del chiostro dell’ex convento domenicano di San Giacomo: tra le varie ali spicca la stanza dedicata allo scriptorium, dove è possibile cimentarsi con la scrittura con penna d’oca.

RADICE AMARA • Dall’alto della Rocca, oltre al panorama bucolico, spicca una costruzione gialla molto grande, la Filanda Meroni oggi sede del Museo della Seta. Si tratta di un piccolo gioiello che, grazie alle proiezioni di audiovisivi tratti dagli archivi dell’epoca e ai materiali raccolti, consente la comprensione del ciclo completo di lavorazione e allevamento dei bachi da seta.

Ma Soncino è anche città di chiese: la Pieve di S. Maria Assunta (notevoli gli interni policromi e di richiamo bizantino e imponente la cupola ottagonale) e quella più periferica di Santa Maria delle Grazie con gli stupefacenti affreschi tra gli altri di Giulio Campi, estroso padre del manierismo lombardo. Quanto al cibo il prodotto tipico del territorio è la radice amara, gustosa verdura invernale simile alle carte ma più lunga e di colore bianco. Di sapore amarognolo, la radice ha virtù preziose ed è altamente depurativa. Come altamente depurativa è una giornata rilassante a Soncino.

NUMERI

2008,
L’anno di ingresso di Soncino nel club dei borghi più belli d’Italia

59,
I chilometri che separano Soncino a Milano

7.655,
Gli abitanti di Soncino

1473,
L’anno di fondazione della Rocca