Il gusto del sapere: cinque musei raccontano la tavola italiana

tavola italiana
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Le tappe più ghiotte per scoprire le origini delle golosità della tavola italiana. Ecco cinque musei che raccontano le origini delle eccellenze del Belpaese.

Museo del Pane
Sant’Angelo Lodigiano (Lodi)
Come avviene la trasformazione della spiga in pagnotta? A mostrarcelo è il Museo del Pane, nato nel 1983 nell’incantevole Castello Morlando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, a pochi chilometri da Lodi. nella prima sono presentati i cereali, materia prima per i diversi “pani” del mondo; nella seconda sala sono illustrate, con impostazione prevalentemente didattica, le varie fasi del ciclo “Grano-Farina-Pane”, mentre la terza sala raccoglie oltre 500 forme di pani (pani veri) delle regioni italiane e di molti paesi europei ed extraeuropei.

Nella quarta sala sono visibili le attrezzature per la produzione del pane e nell’ultima sala sono esposte le “grida”, ovvero le tasse e le disposizioni governative emesse nel XVIII e XIX secolo e sono inoltre presenti composizioni di pani artistici realizzate da abili maestri panificatori. Info su castellobolognini.it.

Museo Agorà Orsi Coppini
San Secondo Parmense (Parma)
Realizzato nel 2009, il Museo Agorà Orsi Coppini è un Museo d’Arte Olearia allestito in un ex-caseificio dell’Ottocento a San Secondo Parmense, in provincia di Parma, per la produzione del parmigiano reggiano, recuperato con restauro conservativo. Il Museo Agorà Orsi Coppini riporta l’ulivo nel parmense, una zona da sempre vocata all’agroalimentare, dove prende forma da un’idea-mondo che associa il coltivare al conoscere, l’amore per la natura all’amore per il sapere e per l’uomo.

Un museo che mostra la nostra passione per l’ulivo, l’albero sacro in tutte le civiltà, simbolo di pace e dialogo, fonte di sostentamento, sapore, cura del corpo. Uno spazio espositivo voluto dalla famiglia Coppini per diffondere la conoscenza dell’arte Olearia, la cui aura illumina la storia, dalla mitologia più antica fino ai giorni nostri. Info su coppiniarteolearia.com.

Museo della Grappa
Bassano del Grappa e Schiavon (Vicenza)
Due le sedi museali, la prima in centro a Bassano del Grappa, aperta 25 anni fa, la seconda sede a Schiavon, entrambi in provincia di Vicenza, annessa alla distilleria artigianale. Visitando i Musei della Grappa ci si immerge in un percorso attraverso la storia, le tradizioni e i metodi di lavorazione del più famoso distillato italiano.

Tra i pezzi forti della collezione, l’alambicco mobile, uno dei rarissimi esemplari in Italia, risalente ai primi del ‘900: si tratta dello lo strumento con cui si distillava la vinaccia nei campi prima della Rivoluzione Industriale. Da non perdere la grappateca con circa 2000 bottiglie di grappe prodotte a partire dagli anni ’30, provenienti da quasi 400 distillerie, molte delle quali oggi scomparse. Infine, meritano attenzione gli “olfattometri”, per sperimentare i profumi di venti distillati diversi. Info su poligrappa.com.

Museo del Culatello e del Masalén
Polesine parmense (Parma)
La famiglia Spigaroli ha fortemente voluto questo museo, inaugurato a Polesine Parmense, nell’Antica Corte Pallavicina: qui la narrazione conduce fino alla sala incentrata sulla figura del maiale, addomesticato dall’uomo in tempi remoti, con approfondimenti sul maiale nero tipico del Parmense e sul suo recupero.

La sala successiva è dedicata alla storia della famiglia Spigaroli, in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, capaci di spostarsi sulle rive del Po per poi reinventarsi ristoratori: è in questa sezione che si comincia a parlare dei Masalén, dei norcini che tramandavano l’arte della corretta macellazione del maiale. Ci si immerge poi in un grande spazio sotterraneo che ci introdurre nel mondo segreto del Culatello dove sono spiegate le caratteristiche della carne di maiale e dei salumi della Bassa Parmense. Info su anticacortepallavicinarelais.it.

Musei del cibo
Provincia di Parma
La cosiddetta Food Valley è sede di una rete museale dedicata ai suoi prodotti di eccellenza. Nella Corte Castellazzi di Soragna (un casello dove nell’Ottocento avveniva la trasformazione del latte), ha sede il Museo del Parmigiano Reggiano, luogo in cui è oggi possibile ripercorrere la sua storia con tanto di degustazione finale. Si prosegue poi con due musei dedicati ai salumi emiliani: quello del prosciutto, all’ex Foro Boario di Langhirano, luogo dove circa un secolo fa avveniva la compravendita del bestiame e il Museo del Salame di Felino, nelle cantine del Castello dell’omonima cittadina.

Nel 2010 è stato invece inaugurato il Museo del pomodoro, ospitato nella Corte di Giarola di Collecchio, in un centro di trasformazione agroalimentare risalente all’epoca medievale. Infine, c’è il Museo della pasta a Collecchio, presso la corte agricola medievale di Giarola e la Cantina dei Musei del Vino a Sala Baganza. Info su museidelcibo.it.


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