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03. 12. 2020 18:52

Valli piacentine: natura, castelli e vigneti

Alle spalle di Piacenza si apre un’area di manieri, abbazie e gustosi prodotti enogastronomici

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Le Valli Piacentine hanno in serbo paesaggi suggestivi, dove poter godere di una natura intatta e incontaminata.

Valli piacentine: natura, castelli e vigneti

Ma non solo: imponenti castelli con leggende misteriose, affascinanti dimore storiche, borghi medievali tra i più Belli d’Italia, musei, chiese e abbazie di antichissima tradizione. Per il palato? Prodotti gli eccellenti vini DOP Colli Piacentini, fra vigneti e cantine negli antichi casolari ristrutturati.

Sono quattro le Valli Piacentine che prendono il nome dal fiume che le attraversa: Val Tidone, famosa per il suo paesaggio viticolo, Val Trebbia con il suo fiume che costeggia il Borgo Medievale di Bobbio e il Castello di Rivalta, Val Nure per la natura incontaminata, il Borgo di Grazzano Visconti e il Castello Medievale, Val d’Arda per la viticoltura eroica e i Borghi Medievali di Vigoleno e Castell’Arquato.

colli piacentini
colli piacentini

Il Castello di Rivalta

In Valle del Trebbia svetta la Torre del Castello di Rivalta. Circondato da un grande parco e inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, il maniero è di proprietà dei Conti Zanardi Landi e frequentato dalla famiglia reale d’Inghilterra. Nel percorso di visita è incluso il cortile, le principali sale e il Museo del Costume Militare.

Castell’Arquato

In Val d’Arda si trova uno dei borghi più romantici dei Colli Piacentini. Capolavoro di architettura medievale, Castell’Arquato si fa ricordare per i pittoreschi viottoli e lo splendido centro storico. Da non perdere la Collegiata romanica di Santa Maria, il Palazzo del Podestà e la Rocca Viscontea.

Vigoleno Povo

Distante da Castell’Arquato sorge Vigoleno, il borgo che domina la Valle del Torrente Stirone. Sulla Via Francigena, Vigoleno è conosciuto per l’architettura romanica e l’antico castello, oggi è visitabile solo la torre, mentre il castello è diventato un relais de charme e il famoso Vin Santo di Vigoleno, un passito Doc perfetto in abbinamento a pasticceria e formaggi saporiti.

La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini

Raggiungibile da Fiorenzuola d’Arda o da Castel Giovanni, la Strada è un percorso di circa 150 chilometri tra le principali Valli dell’Appennino Piacentino. Tra borghi e castelli non perdetevi gli ottimi vini locali, dal bianco Ortugo al rosso Gutturnio, i salumi piacentini e gli immancabili Grana Padano e Provolone Valpadano Dop.

ponte di Bobbio
ponte di Bobbio

Splendori e leggende: il ponte gobbo di Bobbio

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Da Nord a Sud, dal lago alle colline piacentine. Questa domenica vi portiamo a Bobbio. Il lungo (e gobbo) ponte romano che cavalca il Trebbia è sicuramente l’attrazione turistica principale di questa fuga, ed è anche il posto dove fotografi e instagrammer troveranno lo scatto perfetto. A noi è piaciuto andare in inverno in una giornata di sole, con il contrasto tra i colori della vegetazione secca e dell’azzurro del Trebbia, ma siamo certi sia bello in tutte le stagioni. Passeggiando tra i vicoli del bellissimo borgo potreste imbattervi in strani individui che suonano la zampogna. Parcheggio facile e poco traffico al rientro.

Dopo aver passeggiato per i vicoli del borgo, perché non concedersi un bel pranzo in qualche locanda? D’altronde si sa, siete nella terra dello gnocco fritto e non è possibile non approfittatene. Noi abbiamo pranzato al Giardino e ci è piaciuto assai. Il menù ci ha soddisfatto molto, così come il conto, circa 30 euro a cranio mangiando e bevendo bene. In estate è possibile rinfrescarsi nelle acque del fiume sotto gli archi del ponte o in una delle spiaggette vicine. Ad esempio, la Spiaggia della chiesetta e Brugnello.

Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo. La leggenda vuole che fu il diavolo stesso a costruire il ponte in una sola notte, in cambio chiese a san Colombano la prima anima mortale che lo avrebbe attraversato. Il santo accettò. I demoni che aiutarono nella costruzione erano di statura diversa e per questo le varie arcate del ponte uscirono di dimensioni variabili. San Colombano ingannò il diavolo, mandando un cagnetto e provocando la sua ira: sferrò un calcio al suo manufatto che da allora è anche sghembo (gobbo).

📍

Bobbio, Piacenza

In macchina o in moto
1 ora e 45 minuti
30 euro A/R

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