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01. 12. 2021 10:58

Viaggio in Piemonte in cinque tappe golose: l’itinerario tra bontà tradizionali e presidi Slow Food

Formaggi, insaccati, focacce e fagioli il meglio dei prodotti piemontesi in un itinerario alla scoperta di gusto e tradizione

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Un itinerario del Piemonte in cinque tappe per conoscere gustosi piatti e luoghi pregni di tradizione.

 

BALE D’ASU

Il nome non inganni

La traduzione di questo termine dialettale è chiaramente palle d’asino: in realtà non si tratta dei testicoli dell’animale, ma di insaccati dalla forma tondeggiante a base di carne asinina. Appartenenti alla famiglia dei cotechini, sono nati a Monastero di Vasco, un piccolo comune nella zona di Mondovì, in provincia di Cuneo, in Piemonte, e sono tradizionalmente diffusi in tutto il monregalese. Si tratta di una specie di variante più gustosa del comune cotechino: immerse in acqua fredda e cotte per circa due ore, sono solitamente servite con contorno di purea di patate, lenticchie o altri legumi lessati. Se fino a non molti decenni orsono il prodotto veniva confezionato ancora in purezza, i salumai oggi si sono trovati costretti a ridurre drasticamente la percentuale di carne d’asino nella ricetta.

bale d'asu
bale d’asu

PIATTELLA CANAVESANA

Simbolo della biodiversità in Piemonte

La Piattella canavesana di Cortereggio è un fagiolo bianco, con la buccia sottilissima e per questo motivo non necessità di ammollo: è diffuso in tutta la zona del canavese e nota anche come fasol at Cutres, fagiolo di Cortereggio. La piattella cresce nei dintorni del piccolo borgo nel comune di San Giorgio Canavese, provincia di Torino, sulle sponde del torrente Orco ed è diventata Presidio Slow Food nel 2009. La ricetta prevede che, insieme alle piattelle, si mettano in pentola le cotiche di maiale speziate con sale e pepe, arrotolate e legate a formare le quaiette e altre parti come lo zampino e il lardo, poi si aggiungono la cipolla e altri aromi, si copre di acqua e si chiude. La cottura nel forno a legna, rimasto tiepido dopo la cottura del pane, dura circa dodici ore. La Piattella viene promossa tutti gli anni a San Giorgio Canavese nel secondo weekend di maggio.

piattella del piemonte
piattella del piemonte

FARINATA DI CECI

La variante del Piemonte

Sebbene in molti ricolleghino la farinata di ceci alla tradizione ligure, questa antica specialità vanta numerose varianti tra cui quella piemontese che è una delle più rinomate. Diffusa nel Basso Piemonte, ed in particolare nella provincia di Alessandria, è una focaccia da servire rigorosamente ben calda. Viene preparata soltanto con farina di ceci, acqua, olio di oliva, sale, pepe e, talvolta, un paio di cipolline fresche. Conosciuta con nomi differenti in base alla zona di produzione, nella versione piemontese la farinata di ceci viene spesso chiamata Bela Cada o Belècauda. La ricetta piemontese è stata inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, PAT. Se un tempo in provincia di Alessandria esistevano negozi specializzati nella produzione di Bela Cada, oggi molti di questi esercizi sono stati convertiti in pizzerie e rosticcerie.

farinata di ceci
farinata di ceci

FORMAGGIO CEVRIN

Una prelibatezza caprina

Che lo si chiami toma o robiola, il Cevrin è un formaggio dalla lunga tradizione che racchiude tutti i sapori e i profumi dei pascoli piemontesi di una zona della provincia di Torino, quella di Coazze e Giaveno, dove storicamente era l’unico formaggio prodotto. Si ottiene dal latte di una razza particolare chiamata Camosciata delle Alpi che dona il latte utilizzato per la produzione dello storico formaggio locale, il Cevrin di Coazze, dal profumo e dal sapore intenso che ben si sposa con il vino rosso. E’ proprio il latte ottenuto dagli esemplari di razza Camosciata ad aver ispirato il nome di questo formaggio che in patois locale viene, appunto, chiamato Cevrin, che significa “carino”. Da 18 anni, inoltre, Coazze celebra il suo formaggio tipico con una grande Festa Rurale in ottobre.

formaggio cevrin piemonte
formaggio cevrin piemonte

GAVI DOC

Il grande bianco

Prodotto in una zona della provincia di Alessandria ricca di attrattive, il Gavi è definito il Grande. Gavi, affascinante territorio piemontese che comprende undici Comuni della provincia di Alessandria racchiusi tra Liguria e Lombardia, in una terra di confine che dal lembo inferiore della Pianura del Po, si arrampica sui colli e sull’Appennino Ligure e che ha nell’omonimo comune il proprio fulcro. Insignito della prestigiosa Denominazione di Origine Controllata nel 1973, il Gavi o Cortese del Gavi è tutelato dal 1993 da un Consorzio nato per garantire la salvaguardia e la valorizzazione della Denominazione del Gavi DOCG. Deliziosi e famosi anche i tradizionali amaretti di Gavi, a base di mandorle, zucchero ed albume d’uovo, ed il fine cioccolato artigianale che trova nel comune di Novi la sua massima espressione.

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