Nel corso del 1489 Leonardo approfondì in modo sistematico le conoscenze di anatomia. Come sempre il suo fu un approccio totale alla materia: non si limitò, infatti, agli aspetti esteriori, ma cercò l’essenza più intima. Come ebbe modo di scrivere esplorò con il suo lavoro le cinque categorie vitali, temporali, mentali, sensuali e “delle spetie delle cose”.

Quello che cercò fu quindi il vero segreto del corpo umano ed il suo approccio partì da quello che per lui era la normalità: l’arte! L’anatomia venne espressa come una tavola artistica, il disegno anatomico assunse una doppia vita: funzionale alla pittura e all’osservazione scientifica. Incontrò qualche difficoltà, per lo più morale: la tradizione e la cultura dell’epoca, unite a qualche pregiudizio, lo portarono ad eseguire alcune dissezioni sugli animali, immaginando da qui il corpo umano.

E nei suoi disegni non riportò nero su bianco solo quel che vide, ma anche quello che si attendeva di trovare. Leonardo aveva un obiettivo preciso: voleva dimostrare che l’anima «non è per tutto il corpo come molti hanno creduto», ma la si può trovare anche nel cervello «nella parte giudiziale dove concorrono tutti i sensi».

I disegni che Leonardo realizzò in questa fase dei suoi studi erano già molto ricchi di dettagli ed estremamente precisi, ma nei venticinque anni che seguirono perfezionò ancora di più i suoi lavori e quello che realizzò divenne uno strumento preziosissimi per i secoli a venire.


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