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19. 01. 2021 05:57

L’anno tremendo delle violenze: serve fare di più

La violenza sulle donne è ancora dolorosamente un fenomeno dilagante. A dimostralo anche i dati impietosi: il racconto nel nostro editoriale di oggi

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Non basta certo un segno rosso sul viso dei calciatori per esorcizzare la paura che vivono le donne vittime di violenza. Certo, ogni anno è bene ricordare una piaga sociale che continua a indignarci, ma forse mai abbastanza a spronare le istituzioni a ricordarsene ben più che il 25 novembre, giornata dedicata al fenomeno.

La situazione, già di per sé drammatica, è peggiorata nel 2020 anche a causa del lockdown. Negli scorsi mesi infatti sono stati registrati 2 mila casi in più di violenza sulle donne e in Italia le richieste d’aiuto sono aumentate del 119%, secondo l’ultimo report dell’Istat.

Come se non bastasse nell’anno della pandemia, sono proprio le donne e il loro lavoro i bersagli dell’hate speech (i discorsi odiosi) secondo la quinta Mappa dell’Intolleranza di Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti. Oltre agli onnipresenti atteggiamenti di body shaming, la ricerca ci dice come molti attacchi abbiano avuto come contenuto la competenza e la professionalità delle donne.

Nel 2020, occupano i primi due posti di questa brutta graduatoria proprio le donne (49,91%) e gli ebrei (18,45%), seguiti dai migranti (14,40%). Numeri che non bastano. Gesti che diventano rituali, ma sempre insufficienti. Voci indignate che si alzano solo in quest’epoca. Noi abbiamo voluto far parlare le donne della nostra redazione. Per una volta raccontano di loro e non degli altri.

In breve

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