6 C
Milano
15. 01. 2021 16:25

Il “peccato” delle ciclabili: zero confronto

Durante la settimana sono ripartiti i lavori per la realizzazione delle ciclabili milanesi: per quanto possano essere apprezzate o meno, migliorabili o catastrofiche il grande assente di questo infinito dibattito è stato il confronto

Più letti

Campagna d’odio contro Silvia Romano: la procura di Milano archivia le indagini

L'indagine sulla campagna di odio contro Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e rilasciata lo scorso 9 maggio...

Milano, licei occupati. L’asssemblea degli studenti: «La DAD non può essere scuola»

Nella giornata di oggi gli studenti del liceo scientifico e linguistico Severi-Correnti hanno simbolicamente occupato il cortile della scuola....

Chi apre? I ristoranti riaccendono le insegne: oggi la “rivolta” di “IO APRO 1501”

Com’è ormai consuetudine nell’era digitale, tutto è nato sui social. In pochi giorni un tam tam che si è...

Al di là di ogni opportunismo politico, le nuove proteste sulle piste ciclabili fanno sorgere un dubbio: la giunta comunale ha mai aperto un minimo confronto sul tema con i Municipi o con le associazioni di categoria (per quello che oggi possono rappresentare)?

Era prevedibile che con la posa della segnaletica in viale Monza e l’avvio del cantiere sulla Cerchia dei Navigli diventassero i pomi della discordia di fine agosto, considerando che ormai siamo entrati nella lunga campagna elettorale per le Comunali del prossimo anno.

Di certo, ci si può aspettare il tono polemico dai presidenti di zona leghisti (Piscina in Municipio 2, Bassi in Municipio 4). Fa più clamore l’indignazione di Alessandro Bramati, alla guida del Municipio 5 sempre di centrodestra ma in quota più moderata (Milano Popolare).

La protesta è chiara e si scontra con una visione diametralmente opposta: il centrodestra considera inutili (e pericolosi) i nuovi percorsi, la giunta si fa forte di una tendenza ormai consolidata a livello europeo e ha colto dall’emergenza sanitaria l’opportunità per cambiare il modo di vivere e spostarsi in città.

Resta il legittimo dubbio – come detto – che scelte di questo tipo vengano meglio recepite (e magari migliorate) se frutto di un percorso di condivisione piuttosto che calarle dall’alto. L’impressione è che il Comune abbia seguito la seconda strada, con la scusa di non poter perdere troppo tempo vista la necessità di creare infrastrutture alternative per la mobilità post Covid.

Come ha sottolineato giustamente Carlo Monguzzi, presidente della Commissione Trasporti di Palazzo Marino in quota Pd e “ambientalista di ferro”, è meglio sempre spiegare queste decisioni per «superare le diffidenze». Tornare a Milano con una colata di vernici sulle strade non può che accendere quella diffidenza che poteva essere ammorbidita con una comunicazione più incisiva e meno agostana.

In breve

DAD, non è ancora finita: gli studenti occupano altri licei a Milano

La protesta degli studenti contro la DAD non si placa. Dopo lo spiraglio aperto dalla sentenza del Tar dei...

Potrebbe interessarti