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19. 01. 2022 01:47

Due pesi e due misure: cinema e teatri al 100%. Per le discoteche bisogna ancora attendere

Oggi riaprono al 100% cinema e teatri. Non è il momento di dare anche un'opportunità alle discoteche?

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Questa sera la Scala di Milano riapre le porte al suo pubblico in “versione integrale”. Ebbene sì, oggi lunedì 11 ottobre, cinema e teatri tornano ufficialmente ad ospitare gli spettatori garantendo una capienza del 100%. Il principale teatro milanese ha messo così in vendita circa 2.000 tagliandi per il Barbiere di Siviglia: l’obiettivo dichiarato è il sold-out.

Riaprono cinema e teatri a Milano. C’è però chi ancora non sorride

Se da un lato cinema e teatri sorridono per la ritrovata normalità, c’è chi fa conto con misure insufficienti, che vengono considerate alla stregua di “contentini”. È il mondo delle discoteche e dei concerti live che da oggi potrà riaprire con una capienza massima del 50% al chiuso.

Una direttiva che stride con quello che sta succendo nel resto d’Europa, dove le sale da ballo ormai hanno riniziato a far pompare le casse a pieno ritmo da alcune settimane. Il 50% di capienza è indubbiamente un passo in avanti rispetto al 35% ipotizzato inizialmente. Tuttavia, ha ancora davvero senso usare due pesi e due misure?

Per ora il risultato di questa doppia condotta è stato quello di produrre sempre più infrazioni alle regole imposte negli ultimi mesi. In fondo, 5 giorni di chiusura (questo è quello che prevede la normativa per le infrazioni al regolamento anti-Covid) sono sempre meglio di un incasso ridotto o addirittura assente.

È notizia di poco fa che in provincia di Bergamo sono state “beccate” 400 persone su una pista da ballo che ne poteva contenere meno della metà. Forse è arrivato il momento di dare anche al mondo delle discoteche un’opportunità, ovviamente permettendo l’ingresso solo con il green pass. E magari riscoprendo anche quella parola che andava tanto di moda ad inizio pandemia: tracciamento.

Lo stesso green pass potrebbe essere lo strumento idoneo per tenere conto delle persone presenti all’interno di un locale in caso di focolaio. Però qui entrerebbe in gioco un’altra questione, ovvero quella della privacy. Tema su cui in molti si ergono a paladini della libertà mentre inconsapevolmente cedono ogni giorno i propri dati alle app più inutili e svariate.

 

 

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