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20. 05. 2022 23:19

Commercio in ripresa? Mica troppo

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Non è bastato abbandonare le restrizioni anti-Covid. Non bastano nemmeno i turisti che senz’altro stanno ripopolando timidamente alberghi e ristoranti del centro storico. Il commercio è ancora in profonda crisi. Una crisi alimentata dai venti di guerra a Est e dal progressivo quanto inesorabile dei costi energetici e di altre materie prime. Un quadro di difficoltà che spinge Confcommercio a lanciare un chiaro allarme sul caro energia che rischia di mettere un’azienda su cinque in condizione di chiudere.

Commercio, allarme per il caro energia

commercioSecondo l’ultima indagine dell’associazione di categoria, per il 69% delle imprese del terziario di Milano, Monza Brianza e Lodi l’aumento dei prezzi per l’energia comporterà un maggiore indebitamento. E per il 20% c’è un rischio chiusura attività con il caro energia. È l’allarme indebitamento a preoccupare, unito al rincaro delle materie prime, segnalato dal 26% degli operatori. Lo shock energia, secondo quanto verificato dall’associazione, colpisce di più i servizi, 76%, e la ristorazione, 61%.

«Gli incrementi delle bollette energetiche sono consistenti: aumento entro il 50% per il 53% delle imprese, dal 50 al 100% per il 31%, dal 100 al 200% per il 12%, aumento di oltre il 200% per il 4%. Oggi da Confcommercio si leva l’appello al Governo per nuovi sostegni e indennizzi raccordati con l’Europa, oltre che moratorie fiscali e creditizie e finanziamenti agevolati per investimenti».

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