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11. 05. 2021 07:06

Covid e ragazzi “interrotti”: la necessità di un “ristoro culturale”

Il tema dei ristori è uno dei più chiacchierati, ma nessuno parla di un "ristoro culturale" per i più giovani. Chi restituirà loro questo tempo sospeso? Il racconto del nostro editoriale

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In questi mesi una delle parole centrali della nostra vita di tutti i giorni è stata “ristoro”. Si è parlato di ristori per le categorie economiche messe più a dura prova dalla crisi dovuta al Covid-19, si sono fatti decreti necessari e indispensabili, pur se in qualche caso purtroppo insufficienti.

Nel significato profondo della parola c’è il sollievo. In questo senso, dovremmo volgere lo sguardo anche a questa sfumatura. Una delle categorie che ha più bisogno di sollievo, che sarà più determinante curare quando usciremo dall’emergenza, è quella dei più giovani.

Dovremmo porci già oggi come obiettivo quello di un grande programma di “ristoro” (al singolare, non al plurale) per le ragazze e i ragazzi che hanno dovuto subire un’interruzione di vita nel periodo più decisivo della loro crescita. Serviranno interventi nazionali, ma anche a livello locale si dovrà pensare a qualcosa.

Dovremo far recuperare il tempo perduto: sarebbe interessante studiare una forma, per esempio, di ristoro culturale: concerti, musei, gite, libri, musica, socialità. Mettere a disposizione dei giovani tutte queste cose con incentivi, soldi, cogliendo anche l’occasione per dare ossigeno all’industria culturale nel suo insieme.

Altrimenti, come sempre, chi avrà i mezzi economici recupererà i mesi persi in modo famelico, chi non ce li avrà resterà doppiamente penalizzato. Invece per ora la direzione sembra quella opposta, come l’idea di creare una “Netlfix italiana della cultura”, buttandoci dentro soldi che, ci azzardiamo a dirlo già ora, potevano essere investiti in modo decisamente migliore.

Ma questo tema va affrontato, soprattutto a livello locale: Milano non si rialzerà senza l’energia contagiosa dei suoi cittadini più giovani. Se saranno ancora una volta penalizzati, se nessuno farà qualcosa per loro, saremo colpevoli.

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