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21. 05. 2022 21:40

Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike: prima tappa

Parte il viaggio del consigliere comunale, la bellezza di Desenzano del Garda

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Fin da subito ho pensato che le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali a Milano nel 2026 fossero una grande occasione e il giorno dell’assegnazione ero con tanti cittadini milanesi a esultare in piazza Gae Aulenti per la decisione di assegnare a Milano-Cortina i Giochi del 2026. Il Consiglio comunale di Milano, a dimostrazione dell’attenzione per tale evento, ha creato la Commissione Olimpiadi, di cui sono stato eletto vice presidente.

Da Milano a Cortina in e-bike, parte il viaggio di Alessandro Giungi

Ho quindi iniziato a occuparmi con grande passione di questo tema, ed in particolare di quello delle Paralimpiadi, che inizieranno il 6 marzo 2026 e vedranno allo stadio di San Siro la cerimonia di apertura e in piazza del Duomo quella di chiusura. Ora che è finita la consigliatura e che ovviamente non posso sapere se verrò rieletto, ho pensato di fare una cosa un po’ particolare per continuare a sentirmi vicino ai Giochi del 2026: partire in e-bike da Milano e arrivare a Cortina dopo 4 tappe, la prima delle quali prevista a Desenzano, dove abita un mio amico che si unirà a me per il prosieguo del viaggio. E allora oggi alle 7 sono partito, con il cellulare con il tragitto segnalato da una app che promuove il cicloturismo, due borse per bici con dentro il minimo indispensabile, il caschetto, la borraccia e soprattutto la bandiera dei Giochi del 2026 che voglio portare simbolicamente fino al Municipio ampezzano. A dire la verità ho portato con me anche un po’ di incoscienza, dato che sono un “ciclista della domenica” e i 138 km di distanza tra Milano e Desenzano avrebbero forse dovuto indurmi a dividere in 2 la tappa. Ma ormai è deciso e si parte.

Da Milano a Desenzano del Garda, via alla prima tappa

Il percorso prevede un primo tratto lungo la ciclabile della Martesana, con deviazione a Cassano d’Adda verso Treviglio e Caravaggio. E grazie all’aria fresca e al tragitto incantevole questi primi chilometri sembra quasi volino, senza che neppure io debba usare il motorino elettronico della bici, che ha una durata di massimo 80 chilometri (se usato al minimo se no molto meno). I primi problemi iniziano quando dalla ciclabile si passa alla strada normale, perché oltre a stare attento alle macchine che passano vicine è necessario anche controllare lo schermo del cellulare, fissato al manubrio della bici, per vedere la strada indicata dalla app. Ed essendo una app per il ciclo turismo il tragitto è particolarmente tortuoso, perchè inclusivo di strade panoramiche e di ciclabili.

Paesaggi medievali, ma non solo

Ma ne vale la pena! Paesaggi medioevali si rivelano ai miei occhi, alternati a tratti in cui supero solo capannoni industriali e villette dall’aspetto triste. Sembrano due Italie completamente diverse: una ferma nei tratti a 600 anni fa e l’altra proiettata ai giorni nostri e per questo simile a tante altre zone industrializzate. Ma da Rovato parte la via Francesca un lunghissimo percorso ciclo pedonale che attraversa la Francia Corta e che mi lascia per almeno 2 ore solo in un mare di viti. È una cosa molto bella, sopratutto per chi come me è abituato al rumore e al traffico milanese. Un’immersione nella natura e nei pensieri. Arrivare a Brescia è un momento importante della mia prima tappa. Perché seppure in modalità “stravolto” ho l’impressione che Desenzano non sia più così lontana e ho la possibilità di girare per il centro di Brescia, città che offre monumenti che lasciano a bocca aperta, a partire dal suo castello. È ora di ripartire per Desenzano ma l’app, forse surriscaldata dai 40 gradi del primo pomeriggio, letteralmente impazzisce e io finisco disperso in una fattoria in cui un simpaticissimo cow boy mi indica il giusto sentiero. Sono veramente a pezzi dopo 9 ore di bici (seppure elettrica) e il cartello che mi indica l’inizio della ciclabile per Desenzano mi pare come un miraggio nel deserto. Mi butto con tutte le forze che mi rimangono ma è un percorso infinito…però è tutto in mezzo alla collina e poi attraversa paesini che sembrano disegnati da un pittore ispirato. Raccolgo le mie ultime forze e ci siamo: improvvisamente si apre uno squarcio azzurro nel panorama: è il lago di Garda, Desenzano è veramente vicina! E dopo 11 ore di pedalate, soste e solitudine, sono travolto dalla vitalità di Desenzano e del suo lungo lago con centinaia di turisti in movimento. Adesso però è ora di uno spritz. Penso di essermelo meritato!

Alessandro Giungi

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