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18. 09. 2021 00:15

Il tempo delle domande che annulla tanti luoghi comuni

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La situazione che stiamo vivendo ci mette di fronte al crollo di molti luoghi comuni, di alcuni paradigmi che davamo per scontati. A partire dalla comunicazione: ci stiamo rendendo conto, forse finalmente, che comunicare è molto diverso dal fare mera e semplice propaganda.

 

Abbiamo bisogno di informazioni certe e fatichiamo a trovarle. Abbiamo bisogno di credibilità e di notizie verificate, quando pensavamo di accontentarci di opinioni. Come lombardi, vediamo anche, inesorabilmente, come il mito dell’efficienza e dell’eccellenza sia stato demolito.

Abbiamo pensato per anni che queste due parole, efficienza ed eccellenza, bastassero in sé e per sé. Sta maturando una consapevolezza nuova, ovvero che abbiamo dannatamente bisogno di cose funzionanti, un concetto molto diverso, più completo, non basato esclusivamente sulla convenienza economica.

Messa in discussione anche la velocità, cifra della nostra città e della nostra regione. Oggi siamo fermi, ma sappiamo che non potremo che ripartire in modo graduale, rallentato, senza poter schiacciare l’acceleratore per molto tempo.

Dovranno cambiare ritmi, abitudini di vita consolidate. E non sappiamo se siamo davvero preparati a tutto questo. Milano e la Lombardia dovranno dotarsi di strumenti e modi nuovi di vivere, muoversi, interagire. Sarà la sfida più grande mai affrontata da intere generazioni.

Ci saranno nuove povertà che si sommeranno alle vecchie. Ci sarà estremo bisogno di nuove forme di solidarietà. Saranno necessarie nuove idee sullo sviluppo, la crescita, l’economia cittadina e non solo.

Per questo, oggi, le domande sono più importanti delle affermazioni. Ci sarà anche una parola che dovremo tornare a usare nel giusto modo: responsabilità. Bisogna assumersele, per il passato ma soprattutto per il domani.

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