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24. 05. 2022 17:48

Elezioni Comunali: la lungimiranza politica di Sala

Il PD impari, a Milano i Cinque Stelle non vedranno mai un risultato in doppia cifra

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Beppe Sala, al di là di qualche sondaggio equivoco e del suo status di gentleman nei confronti di Luca Bernardo, non avrà grandi problemi ad essere rieletto sindaco di Milano per i prossimi cinque anni. Questo vantaggio sulla discutibile concorrenza sarà misurato solo dai numeri delle urne di ottobre, quelli del primo turno. Se il primo cittadino uscente la spuntasse subito su Bernardo, avrebbe un potere contrattuale non indifferente con i partiti della sua coalizione, in primis col Pd dove Pierfrancesco Maran farà il pieno di preferenze costringendo Sala a dargli un terzo mandato da assessore in giunta.

Elezioni Comunali, il no di Sala ai Cinque Stelle

Eppure se anche Sala non raggiungesse quel fatidico 50% più uno dei voti al primo turno, su una cosa non cederà nemmeno al ballottaggio: l’accordo con i Cinque Stelle che forse (sottolineato tre volte) candideranno Elena Sironi. A differenza del Pd nazionale, che sembra ancora in balia di un non meglio identificato infatuamento con i grillincontiani, Sala difficilmente si vorrà mettere alla guida della città per un quinquennio dovendo scendere a qualche patto con il fu “Movimento anti-Olimpiadi”. Il sindaco probabilmente, in caso di ballottaggio, si prenderà consapevolmente qualche consenso trasmigrato dai Cinque Stelle senza alcun apparentamento. La sensazione, se lo scenario fosse quello qui descritto, è di una lungimiranza politica rispetto a chi oggi guida il Partito Democratico. Con un vantaggio tutto locale rispetto al quadro nazionale: a Milano i Cinque Stelle non vedranno mai un risultato in doppia cifra. Anzi…

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