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17. 10. 2021 20:32

Fase 3, il silenzio non è d’oro

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Fase 3. Affrontare i problemi con tempestività, fantasia ed eliminando un po’ di burocrazia in eccesso. Solo così potremo affrontare in modo efficace, con risultati anche sul lungo periodo, questa nuova fase che stiamo vivendo di convivenza forzata con la pandemia.

 

Fase 3, il silenzio è d’oro

Molte città, in ogni parte del mondo, stanno scegliendo di vivere di più all’aperto. Negozi, bar e ristoranti vengono autorizzati a occupare le aree davanti al loro esercizio.

Non solo è una decisione obbligata dai tempi dell’emergenza, ma può anzi essere un nuovo modo per restituire vitalità alle città.

A Milano sta già accadendo, con uno sforzo encomiabile degli uffici pubblici e del Comune, che stanno accelerando centinaia di pratiche per consentire a tanti commercianti e ristoratori di poter occupare la aree adiacenti ai loro negozi.

Eliminando lungaggini burocratiche e anche le tasse, almeno per questa fase. In generale, immaginare una Milano che viva di più così può avere enormi vantaggi anche senza la pandemia.

Vie magari brutte, con marciapiedi sporchi, possono riqualificarsi grazie all’impegno del barista o del ristoratore di turno. Camminando per le vie della città in alcune zone si può vedere come questo stia già avvenendo.

Fase 3, la cura della pazienza

Una cura reciproca, un momento di simbiosi che può lasciare un segno duraturo se verrà accompagnato anche in futuro verso soluzioni stabili e non abbandonato a emergenza finita.

Servirà cura, evitare per esempio eccessi, avere anche un po’ di pazienza, perché magari sentiremo qualche rumore in più la sera.

Ma saranno rumori di vita, di una comunità che si riprende e che guarda al domani con speranza e non rassegnazione: abbiamo finalmente capito che il silenzio, vissuto nei drammatici mesi di lockdown, non è affatto d’oro?

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