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22. 10. 2021 01:19

Giorgia Meloni diserta la presentazione di Bernardo: un’assenza che fa rumore

Nonostante i proclami di unità c'è qualcosa che scricchiola nel centrodestra

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L’urlo iniziale e finale di Mario Giordano/Pippo Baudo (così come si è definito lui) ha dato il là e chiuso la presentazione di Luca Bernardo Sindaco. In mezzo, tra i tanti che si sono susseguiti nei discorsi di sostegno al candidato del centrodestra per Milano, non è mancata una stoccata a quella coalizione compattissima sulla carta ma che, con i fatti alla mano, così non pare.

Giorgia Meloni assente alla presentazione di Bernardo

La prima dimostrazione è stata una poltrona vuota che tale è sempre rimasta. Nella sala Leonardo delle Stelline, luogo milanese deputato da tempo quale centro ideale per convegni e incontri della politica non di sinistra, Giorgia Meloni non è mai arrivata.

Nessuno di Fratelli d’Italia (presente l’intero squadrone da quello regionale agli onorevoli e senatori) è andato ad occuparla, lanciando così un messaggio muto che esprimeva tutta la polemica legata alle ultime scelte della governance della Rai. La prima donna del partito non c’era ma era come sentirla: «Nell’epoca della maggioranza arcobaleno, Fratelli d’Italia, unico partito di opposizione e secondo molti sondaggi primo partito italiano, viene epurato da qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico, pagato con i soldi di tutti gli italiani, sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi nazione democratica»

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A sostituirla degnamente, e quindi deputata dalla Meloni stessa a parlare, Daniela Santanchè (dopo Attilio Fontana, Lupi, Tajani e un telefonico Berlusconi, tutti a inneggiare all’unità) che non ha mancato l’occasione per dirla chiara alla folta platea, alla marea di telecamere e giornalisti.

«Luca, noi siamo con te -ha sottolineato la senatrice- Fratelli d’Italia c’è in questa competizione, Fratelli d’Italia crede che si possa vincere soltanto con la squadra e per noi, come ha sempre detto Giorgia Meloni, la coalizione è importante, non sempre, però, è importante per tutti».

A buon intenditore poche parole. Spazzato via il consigliere uscente nel cda della Rai, il primo partito d’Italia, non si fa trattare a ceffoni senza rispondere. Diplomaticamente, Santanchè, a tivu e stampa, al termine, ha detto “fatevi delle domande e datevi delle riposte”. “L’alleanza è fondamentale, gli italiani ci vogliono insieme ma non la pensano tutti così”. Il segnale è arrivato chiaro, “ci vuole dignità politica”.

Matteo Salvini, in formissima e impegnato in mille appuntamenti lombardi, non ha raccolto la provocazione, definita da Giordano “una punta di pepe in una giornata di festa”. La risposta del leader della Lega non si è fatta aspettare: “Una giornata così bella, di unione, non dedico tempo a una sinistra che vorrebbe un centrodestra diviso. Si mettano il cuore in pace, noi vinciamo a Milano, a Roma..». Gli applausi sono così forti che le sue successive parole non si sentono.

E, a margine, non manca la rassicurazione a Meloni. «Il centrodestra è unito. A Milano, a Roma, Napoli, Torino, Bologna, Trieste. Gli avversari non sono mai in casa e io sto cercando di spegnere ogni tipo di polemica. Far saltare l’alleanza per un posto nel cda della Rai? Mi rifiuto di pensarlo. Il centrodestra è unito, mentre il Pd e i Cinque Stelle sono divisi. A me interessa questo. Il nostro avversario è la sinistra delle tasse e degli sbarchi. E quindi l’obiettivo è mandare a casa democraticamente Sala».

E conclude. «La vicenda Rai si chiuderà con la soddisfazione per tutti. Ci sarà spazio per tutti, tutti avranno voce. Tanti auguri Bernardo.

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