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27. 09. 2021 05:38

Il futuro dei nostri spostamenti

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Il 4 maggio dovrà per forza cambiare anche il nostro modo di spostarsi. L’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, ha spiegato che per assicurare il distanziamento previsto dalle prescrizioni anti-Covid non si potrà prescindere da una riduzione del traffico ferroviario: «Non potremo trasportare più del 30-40% dei passeggeri che trasportavamo prima dell’emergenza – ha dichiarato l’ad di Trenord -. L’utenza sarà spalmata nell’arco della giornata».

 

Spostamenti, i numeri prima dell’emergenza

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Prima del lockdown sui treni regionali viaggiavano quotidianamente circa 820mila pendolari, ma 350mila di questi, ovvero oltre il 40% del totale, si concentravo nelle fasce orarie comprese tra le 6.00 e le 8.00 e tra le 17.00 e le 19.00.

«Deve essere chiaro fin da ora che per alcuni mesi non sarà più possibile arrivare in stazione all’ultimo minuto – ha aggiunto Piuri -. Occorrerà imparare a mettersi in fila come al supermercato».

Al momento Trenord sta cercando di lavorare sui sistemi di prelazione, dato che sui regionali i posti non sono numerati. Sull’app verrà molto probabilmente aggiunta una funzione che avviserà sullo stato dei riempimenti dei treni consigliando se salire oppure no.

Spostamenti, la reazione di Ryanair

Dai treni ai cieli, con l’annuncio di Michael O’Leary, boss di Ryanair, che ha spiegato di non volersi adeguare alle misure ipotizzate per la fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Secondo il patron della low cost europea, gli aerei Ryanair non riprenderanno mai a volare se bisognerà lasciare vuoto il posto centrale nelle file dei velivoli e la sua compagnia non si conformerà «alle stupide regole di distanza sociale».

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