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Abbiamo più volte parlato della vivacità di Milano e della sua capacità di attrarre turisti. Anche su Mi-Tomorrow non manchiamo di esaltare l’attrattiva di questa città che qualcuno, forse un po’ malignamente, ribattezza ormai come “Eventopoli” per la sfilza di eventi proposti ogni settimana. Siamo, ad esempio, nel pieno della Music Week, mentre qualche giorno fa si è concluso BookCity che ha portato scrittori e libri in ogni quartiere.

 

Vale la pena, però, comprendere quanto davvero la partecipazione a questi eventi vada di pari passo con una tendenza culturale: i milanesi seguono le presentazioni dei libri, ma alla fine leggono davvero? E quanto tempo dedicano alla lettura anzichè, ad esempio, alle serie televisive? Non vi può essere certo una risposta, anche se una recente classifica di Amazon ha incoronato Milano “regina della lettura” per il settimo anno consecutivo, scalzando Padova e Torino.

Tutto bene? Insomma. Se andiamo a guardare quali siamo i titoli più apprezzati al primo posto, nel 2018, si è piazzato Un capitano (edito da Rizzoli) di Francesco Totti. Seguito da Vivere 120 anni. La verità che nessuno vuole raccontarti (WTE Editore) di Adriano Panzironi e da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Nulla contro Totti, nè tantomeno contro un grande classico della letteratura internazionale, ma il dubbio su quantità e qualità effettiva della lettura resta tutto.


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