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12. 05. 2021 23:44

La Memoria e il Testimone: la Shoah come monito per il futuro

È di nuovo il momento di ricordare, ma soprattutto di non dimenticare quel dramma chiamato Shoah. Un monito per un futuro radicato sulla parole "mai più"

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La memoria è una delle cose più preziose e fondamentali di cui l’essere umano dispone. Non è solo un esercizio di ricordo, ma è anche un’ammonizione per il presente e per il nostro futuro.
Generazioni di ragazze e ragazzi, per esempio, hanno potuto capire dalle parole, dalle testimonianze dal vivo dei sopravvissuti cosa sia stata la tragedia della Shoah. Abbiamo potuto sapere fino a dove si è spinto il male dell’umanità, con il nazismo e il fascismo, sentendo e guardando con le nostre orecchie e i nostri occhi donne e uomini che avevano subito la più atroce delle esperienze.
Più passano gli anni, però, più quei testimoni ci lasciano. Il rischio è che quelle testimonianze si perdano, che le prossime generazioni non possano toccare con mano, vedere, sentire cosa sia stata la follia nazista. Per questo l’impegno dovrà essere maggiore, in futuro. Nella custodia dei luoghi e dei simboli, anche qui a Milano: le pietre di inciampo ricordano i deportati proprio dove vivevano.
E poi occorre sostenere e far vivere quotidianamente il memoriale della Shoah. Bisogna lottare perché il Binario 21 resti sempre uno dei simboli della memoria di Milano, quel binario della Stazione Centrale da cui le nostre sorelle e i nostri fratelli, concittadini, furono caricati nei vagoni dai nazifascisti per un viaggio senza ritorno verso i campi di concentramento.
Infine ci sono i figli della Shoah: figli, nipoti, parenti degli ex deportati. Essi stanno compiendo un’opera fondamentale, quella di tramandare le testimonianze dei loro padri, delle loro madri, dei loro nonni. Si sono caricati quel dolore, quella tragedia sulle spalle, compiendo quell’atto necessario a non dimenticare: tenere la fiamma della memoria accesa.
Recentemente abbiamo dovuto dire addio a Nedo Fiano, sopravvissuto all’Olocausto e testimone fondamentale per anni e per diverse generazioni. Suo figlio, Lele, ci ha regalato un esempio di cosa significhi essere “figli della Shoah”. Ha scritto un libro meraviglioso. Si intitola Il profumo di mio padre. Domani non si potranno tenere grandi manifestazioni in presenza. Ma le librerie sono aperte.

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