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L’Italia ha vinto, Milano-Cortina ha vinto. Ed è quello che conta. Le Olimpiadi Invernali del 2026 si giocheranno tra il capoluogo lombardo, la Valtellina e le Dolomiti. Il sindaco Giuseppe Sala pregava di non tornare da Losanna da sconfitto dopo la “batosta” di Ema subita un anno e mezzo fa.

Al contrario e fortunatamente per tutti i milanesi, la città si rafforza, con una nuova sfida davanti per Milano-Cortina. I giochi – piaccia o meno – generano posti di lavoro, infrastrutture e tanta positività. Ce n’era bisogno, comunque la si voglia pensare. E’ la vittoria di un gioco di squadra, anche tra amministrazioni di diverso colore politico: Governo gialloverde, Comune di Milano governato dal centrosinistra, Regioni di centrodestra, sindaco di Cortina leghista, ma tutti uniti dalla volontà di portare a casa l’obiettivo.

Eppure questa mattina qualcuno, in maniera senz’altro involontaria, aveva fatto temere il peggio. Il riferimento, con tutta la benevolenza del caso, è a Paolo Scaroni, presidente del Milan, che proprio a Losanna si è lasciato andare all’annuncio di Milan e Inter sull’addio a San Siro. Il Meazza resterà comunque in piedi fino al 2026 per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, come ha voluto e dovuto sottolineare in fretta e furia il sindaco Sala a poche ore dal voto del Comitato Olimpico.

E’ andato tutto bene, per fortuna. Ma c’era proprio bisogno di parlare di San Siro mettendo a rischio un pezzo del dossier di candidatura di Milano-Cortina? No, ma l’autolesionismo è di casa in Italia.


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