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18. 09. 2020 13:34

Milano Digital Fashion Week: esperimento riuscito?

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«Dobbiamo rilanciare Milano. Stiamo guardando avanti e sappiamo che il post-Covid non sarà un semplice back to business. Dovremo probabilmente rimodellare la città e la moda è uno degli pilastri fondamentali per Milano. Milano non può fare a meno della moda».

 

Verso la conclusione la Milano Digital Fashion Week

Le parole di Beppe Sala, in occasione della prima Milano Digital Fashion Week che si conclude oggi, hanno messo l’accento su uno dei settori più importanti non solo di Milano, ma dell’intero Paese: «Con i suoi 90 miliardi di valore all’anno, è una delle chiavi per il futuro successo della città».

L’appuntamento ha permesso di presentare le collezioni Uomo e le pre-collezioni Uomo e Donna per la Primavera-Estate 2021: «Quest’anno – ha spiegato il presidente di Cnmi, Ennio Capasa – abbiamo 41 brand che presentano sulla nostra piattaforma e 21 nuovi nomi internazionali. Tutti possono esprimersi e partecipare in modo diverso con sfilate, video, performance, eventi digital e tutti possono esprimere la propria creatività».

Milano Digital Fashion Week nasce come risposta al distanziamento sociale e alla difficoltà di viaggiare imposta dalla situazione sanitaria mondiale, «ma vuole anche essere – continua Capasa – una soluzione dinamica alle complessità del presente, uno strumento funzionale e creativo progettato per vivere di vita propria o per sostenere l’appuntamento con le sfilate fisiche, quando sarà possibile tornare alla pienezza degli appuntamenti in presenza, fondamentali nel promuovere l’enorme valore produttivo e creativo del Made in Italy».

Milano Digital Fashion Week, il bilancio

Quindi cosa resterà di questi quattro giorni? Probabilmente Dolce e Gabbana ed Etro che hanno optato per vere e proprie sfilate nel rispetto del distanziamento e della sicurezza. Quindi con pochi invitati. Ma anche il “silenzio” di Armani, che ha dato forfait preferendo essere presente durante la Fashion Week in calendario a settembre.

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