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01. 12. 2020 13:31

Anche il “Mite” Fontana tuonò: «O si fa così o lascio»

Fontana contro tutto e tutti: «Non mi farò indagare dalla Procura per non aver assunto provvedimenti di tutela della salute dei lombardi»

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Accade che lunedì scorso la Regione Lombardia avanzi ufficialmente al Ministero della Salute la richiesta di poter istituire il coprifuoco dalle 23.00 a partire dal 22 ottobre.

Accade anche che il giorno dopo Matteo Salvini e Daniela Santanché si precipitino all’ultimo piano di Palazzo Lombardia nel tentativo di frenare o comunque ammorbidire la linea del governatore Attilio Fontana (in quota Lega).

I report “ufficiali” emersi raccontano di un Salvini particolarmente cauto: «Prima di chiudere, voglio capire». Ma anche arrabbiato col Governo che avrebbe scaricato sulla Regione e sugli altri enti locali la “patata bollente”, ovvero la chiusura di alcune attività, con conseguenti danni economici.

Secondo fonti autorevoli presenti, ci risulta anche altro. Da una parte il leader della Lega che chiede al “suo” governatore una linea più morbida. Dall’altra parte un Fontana molto determinato, al punto da aver messo sul tavolo una lettera di dimissioni.

«Non mi farò indagare dalla Procura per non aver assunto provvedimenti di tutela della salute dei lombardi», avrebbe spiegato il presidente della Regione. Ma l’accoppiata Salvini-Santanchè incalza: «Le chiusure devono deciderle Conte e Speranza, assumendosene la responsabilità».

Da lì anche il “mite” Fontana avrebbe perso la pazienza:  «Se volete fare voi, io mi dimetto stasera e mettete qualcun altro a governare la Regione in questa fase». Il resto è cosa nota: ordinanza pronta e firmata mercoledì sera. Esecutiva da ieri sera.

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