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Milano
14. 07. 2020 18:05

Il coraggio delle scelte. Il monopattino è il futuro, ma passando dalle connessioni intermodali per chi arriva dall’hinterland

La rivoluzione della mobilità milanese non passa solo dalle piste ciclabili. La pandemia, infatti, ha scompaginato le carte

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Il monopattino elettrico, diffuso un anno fa anche con scarso criterio e poi ritirato in fretta e furia alla vigilia di Ferragosto, è tornato improvvisamente utili. Anzi, indispensabile. Al punto che ai 2.250 previsti dal bando pubblicato nella fase pre-Covid, oggi se ne sono aggiunti ulteriori 3.500. Arrivando così ad una quota quasi tripla rispetto ai piani che il Comune aveva in mente prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria.

 

Il monopattino è il futuro, ma passando dalle connessioni intermodali per chi arriva dall’hinterland

L’iter. Lo scorso maggio l’amministrazione ha selezionato e autorizzato altre cinque società, tra le quali Dott di cui Mi-Tomorrow è mediapartner della presentazione ufficiale di domani pomeriggio, ad operare in città per la condivisione di mezzi di micromobilità elettrica. In totale, a regime, gli operatori sono otto. Tutte tenute a seguire la normativa nazionale in materia.

Elettrico. Il monopattino elettrico può circolare su tutto il territorio comunale nelle strade con limite a 50 chilometri orari, sulle strade extraurbane, sulle piste ciclabili sempre mantenendo una velocità massima di 25 chilometri orari quando circolano sulla carreggiata e di 6 chilometri orari nelle aree pedonali. Il monopattino può sostare esclusivamente negli stalli di sosta dedicati alle biciclette o a lato strada, dove non sia espressamente vietato e comunque sempre secondo le regole del Codice della strada.

Location. Nella Cerchia dei Navigli, dove non esiste sosta libera, il monopattino può attivare e chiudere il noleggio solo in uno degli oltre 4.300 stalli sosta per biciclette attraverso sistemi tecnologici realizzati a cura delle società di gestione. A Milano ci sono oltre 32mila stalli per la sosta delle biciclette in tutta la città, di questi 6.900 sono esterni al Municipio 1 e collocati nelle aree adiacenti alle fermate della metropolitana e 3.350 si trovano lungo le piste ciclabili. Gli stalli per le bici crescono in modo continuativo per nuove installazioni che tengono conto anche dell’introduzione dei nuovi veicoli.

L’offerta. Il lavoro di Palazzo Marino, dunque, è stato quello di allargare l’offerta di mobilità, obiettivo che oggi, considerate le limitazioni del distanziamento sulla rete di trasporto pubblico, è diventato praticamente un imperativo. La prova del nove sarà a settembre quando presumibilmente ci sarà il ritorno di tanti lavoratori, oggi in smart working, in uffici, studi e sedi originarie delle aziende. La svolta sicuramente non piace a chi utilizza quotidianamente l’auto. Spesso si ricorre al mezzo privato per una necessità non tanto per una comodità o per una preclusione nei confronti di autobus e metropolitane.

Ecologico. Alternative ecologiche vanno nella direzione di una città moderna, ma la sfida per la quale Milano dovrà farsi trovare preparata è offrire un sistema di connessione intermodale adeguato, soprattutto a chi arriva ogni giorno dall’hinterland. A questi “milanesi” dovrà essere concesso di parcheggiare l’auto ai confini della città, a prezzi adeguati e con posti in numero sufficiente per non doversi svegliare alle 5.00 del mattino per accaparrarsi il posteggio, e spostarsi con metropolitane, bici o monopattini. Senza questo passaggio il salto verso una nuova mobilità rischia di diventare un’eterna incompiuta.

La lettura del nostro articolo sui nuovi mezzi pensati per la micromobilità prosegue QUI.

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