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26. 09. 2021 08:00

Movida a Milano: problema o opportunità?

Il massiccio afflusso negli spazi pubblici provoca schiamazzi e fastidio tra i residenti. Più che con i divieti occorre rispondere con la comprensione del fenomeno

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Dopo i lunghi mesi di lockdown, costretti in casa, senza poter uscire la sera, c’è stato un effetto rimbalzo inevitabile e d’altra parte anche naturale. Le persone sono tornate a riversarsi per le strade e le piazze, riempiendo i dehors che tra l’altro hanno abbellito tante zone della città. C’è voglia di stare all’aperto e d’altra parte gli esperti ci dicono che è meglio rispetto al chiudersi in un locale al chiuso assiepati. C’è la rincorsa ai tavolini, alla movida, e non dobbiamo più sopportare la ressa dei buffet che avevano ormai reso l’ora dell’”happy hour” quasi insopportabile, sia per qualità media del cibo che per le sgomitate con il piattino in mano.

Servono le forze dell’ordine contro gli eccessi

Abbiamo modificato tempi e modi, e non è un male del tutto. Di certo questo ritorno alla vita sociale, soprattutto per i più giovani, comporta anche il rischio di eccessi. Schiamazzi e in alcuni casi episodi di vandalismo o risse rappresentano un problema che è inutile negare, senza esagerarlo però. Servono correttivi, più presenza delle forze dell’ordine? Certamente. Ma prima di tutto va capito, indagato, questo ritorno disordinato da parte di alcuni, come se non fosse stato possibile un percorso di ripresa della normalità più sereno, come se pulsioni, sentimenti, stati d’animo fossero esplosi senza un sentiero da seguire.

Fare come in Francia: un supporto psicologico per i giovani

Con una riflessione anche sulle dipendenze e sull’abuso di alcol. Qualcuno propone di istituire il “sindaco della notte”. Forse sarebbe più utile fare come in Francia: mettere a disposizione dei giovani milanesi un supporto gratuito psicologico. Sicuramente le proposte proibizioniste sono le più sbagliate: innanzitutto perché non risolvono ma aggravano i problemi (anticipiamo la chiusura dei locali? Le piazze e le vie non chiudono), in secondo luogo perché una città che vive anche di notte è meglio di una città spenta. Semplicemente, prima di fare, bisogna forse tornare un po’ a capire. Ultima cosa: istituiamo un concorso cittadino per trovare un nome diverso da ‘movida’, magari anche in milanese.

 

 

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