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23. 10. 2021 19:53

Nonni, i nostri auguri alla vostra ricchezza

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Spesso proprio su Mi-Tomorrow ci divertiamo a sottolineare quante siano ormai le giornate dedicate ad una categoria di persone o ad una tematica magari trascurata. Tra ricorrenze fissate dalle istituzioni e altre frutto della fantasia di qualcuno, ne vediamo di ogni genere. Eppure il 2 ottobre non è proprio un giorno come tanti altri. La festa dei nonni, che abbiamo scelto di celebrare oggi in copertina, è uno di quei momenti sacrosanti. Magari – è vero come sostengono in tanti – non ci sarebbe bisogno di una festa per ricordare l’importanza dei “pilastri” delle nostre famiglie, ma ci piace l’idea che esista nel calendario un momento per fermarsi e ringraziare chi rappresenta un punto di riferimento per ognuno di noi.

DAL 2005 • La tradizione della festa dei nonni in Italia è piuttosto recente. Negli Stati Uniti la ricorrenza, ideata nel 1978 dalla signora Marian McQuade, a quel tempo madre di ben quindici figli e nonna di quaranta nipoti, ha sempre voluto valorizzare il loro ruolo dei nonni come figure affettive e culturali. Da noi la giornata è stata istituita nel 2005 con lo scopo di incentrare l’attenzione delle famiglie sul ruolo di primaria importanza svolto appunto dai nonni e nonne d’Italia. Il 2 ottobre, d’altronde, è dedicato agli Angeli Custodi. E se guardiamo i dati demografici della nostra Milano gli anziani (non si offenda chi è nonno ben prima dei 65 anni) sono davvero presìdi sociali ineguagliabili e in forte ascesa. Nel 2002 gli over 65 in città erano 286mila, oggi sono 314mila. Segno di una popolazione che invecchia e che, di conseguenza, ha bisogno di “saggezza”.

E ancora: il capitale sociale degli anziani è stato valutato in 18 miliardi di euro all’anno, pari all’1,2% del nostro Prodotto Interno Lordo. Da cosa nasce questo calcolo? Dalla semplice constatazione che dei quasi sette milioni di nonni italiani, ben sei si prendono cura dei propri nipoti. Il loro aiuto alla famiglia innesca una spirale di economie positive, permettendo così alle mamme e ai papà di lavorare serenamente, risparmiando costi di strutture private e baby sitter alle quali affidare i bambini.

PIÙ ATTENTI • Il vero tema, però, è quello di non fermarsi alla giornata celebrativa. E nemmeno a pensare solo – come fanno egregiamente tante istituzioni della nostra Milano – ad organizzare singoli eventi a spot per favorire domani l’ingresso ai musei o facilitare temporaneamente la fruizione di servizi. Onorare la figura dei nonni a 360 gradi significa banalmente essere più attenti a cedere i posti sui mezzi pubblici oppure facilitare lo smaltimento di una coda all’Anagrafe. Roba dimenticata, purtroppo. E non basta un 2 ottobre a ricordarcelo per altri 364 giorni. La crescita di un Paese passa anche per le sue radici e da piccoli gesti di buona volontà.

FORMAZIONE • Certo, i nonni del nostro secolo sono diversi da quelli che li hanno preceduti, ma è sempre grande la ricchezza che possono trasmettere. E pure loro hanno bisogno spesso di quella “formazione” che manca ai giovani. Pensiamo al diventare nonno di un nipote portatore di handicap, o figlio di genitori separati, oppure adottato. Essere nonni è una strada piena di piaceri e di trabocchetti. Per percorrerla non servono patenti particolari, né può esserci chi si arroga il diritto di assegnare pagelle. Nella famiglia si va per istinto. A volte si sbaglia e a volte si azzecca. Basta non perdere mai la pazienza. E i nonni insegnano tutto proprio in questo senso. Auguri.

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