quarto oggiaro
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Lo scorso fine settimana a Quarto Oggiaro si sono ritrovate oltre 3.000 persone per festeggiare il Carnevale, con tanto di carri allegorici, maschere a tema e festa finale. Per chi è stufo di sentir parlare di contrapposizione tra centro e periferia le immagini dei festeggiamenti valgono più di mille parole e analisi.

È stata la dimostrazione, per chi invece ha ancora qualche dubbio, che tutto può diventare centro se si ricostruisce comunità, se ci si sforza di vivere il proprio territorio, di far sentire i cittadini parte di qualcosa di vivo. Certo i problemi a Quarto Oggiaro restano, sia chiaro. Ma è importante sapere che tante persone da anni hanno cominciato a muoversi su una strada nuova. L’intervento delle istituzioni e dei governi è fondamentale, ma senza la partecipazione di chi vive un quartiere tutto può essere vano.

E a Quarto questo in tanti sembrano averlo capito: si denuncia di più il degrado, ci si mette a disposizione per riparare là dove è possibile, si vigilia sulle misure messe in campo e se ne propongono di nuove. Soprattutto aumentano le iniziative culturali e di svago che restituiscono il territorio a chi lo abita. Non c’è nulla di meglio di una festa per sentirsi a casa. C’era molto orgoglio e molta dignità, in quel Carnevale. Certo poi la giornata passa e si deve ricominciare a lottare e combattere. Ma se una comunità trova i momenti per riscoprirsi e per sentirsi unita, vince di sicuro.


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