riscaldamento globale
riscaldamento globale

Questi primi giorni di maggio sono stati contrassegnati da una forte instabilità metereologica. Temperature in picchiata, grandinate potenti, temporali. La frase più gettonata sui social è: «Non male questo inizio di novembre». Subito si sono scatenati commenti e opinioni: questo freddo maggio sarebbe, per alcuni, la dimostrazione che non c’è alcun cambiamento climatico in atto, né tantomeno sarebbe vero il riscaldamento globale denunciato da scienziati e ambientalisti.

In realtà questo maggio così freddo non deve farci tirare un sospiro di sollievo. Così come ci dovrebbe preoccupare – e non poco – la violenza di alcuni fenomeni nella nostra regione (a Brescia è stato chiesto lo stato di calamità, per esempio). A sentire gli scienziati che da anni si occupano di questi temi, il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici provocano proprio queste forme di instabilità improvvise e violente.

Un brusco calo di temperatura per qualche giorno non pareggia certo gli altri che invece sono stati abbondantemente sopra media, soprattutto in inverno. Ciò che scambiamo per una confutazione di un pericolo, in realtà sembra essere proprio la certificazione del rischio. C’è moltissimo da fare su questo tema e sono proprio le città i centri decisivi per invertire la rotta, prima che sia troppo tardi.

A Milano sono tante le iniziative concrete in corso, perché a un problema globale vanno date risposte sì globali, ma anche e soprattutto locali. La nostra città fa parte di un network mondiale di grandi metropoli impegnate per combattere i cambiamenti climatici.

Saranno decisive le città per salvare il pianeta: perché è in esse che si concentra un grande numero di persone, con tutte le conseguenze del caso. Ma è importante innanzitutto la nostra consapevolezza: non dobbiamo scherzare, a costo di sembrare “gretini”.


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