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17. 09. 2021 18:11

Ritorno alla normalità: accorciare le distanze non sarà così facile

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Ora sappiamo che dovremo tenere botta almeno fino al 3 maggio. E sappiamo anche che dopo quella data non ci sarà nessun ritorno alla normalità per come la intendevamo.

 

Sarà, se ci sarà, una ripartenza molto graduale con regole molto ferree per mantenere un certo “distanziamento sociale” (una di quelle formule che abbiamo imparato in questo periodo). Viene chiamata “fase 2”, con quell’originalità tipica delle formule politiche e giornalistiche. Uno degli aspetti fondamentali sarà avere cura del benessere psicologico delle persone.

Stiamo forse sottovalutando la necessità urgente di prevedere un supporto esteso e funzionante. Questi due mesi e mezzo, forse tre, in cui saremo stati costretti a essere chiusi in casa lasceranno delle “ferite” emotive che, se non efficacemente curate, possono avere conseguenze nefaste.

Chi ci dice, per esempio, che non ci saranno persone che avranno paura a uscire, che non vivranno nessun senso di liberazione, ma che anzi vedranno aumentare la loro ansia? Chi ci dice che adolescenti e bambini supereranno il momento senza alcun strascico, in periodi così decisivi? Chi ci dice che i lavoratori e le lavoratrici non subiranno nessuno stress da rientro? E come faranno in tanti, troppi purtroppo, a superare ed elaborare una fase di lutto drammatica?

Se vogliamo essere davvero una città pronta a ripartire, dovremo pensare anche a fornire un adeguato supporto psicologico ai milanesi e alle milanesi, grandi e piccoli. Spesso la psicologia (quella, forse, un po’ spicciola) viene usata, dal livello politico a quello aziendale, come strumento di convincimento e di mantenimento del potere, ovvero di giustificazione del potere stesso e dei rapporti di forza.

Invece avremo un grande bisogno che la psicologia sia al centro della ripartenza. Dovremo prenderci cura di un benessere messo così a dura prova, se vogliamo ripartire in modo corretto. Le ferite non si curano da sole, non sarebbe male se in questo senso Milano facesse da apripista.

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