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18. 05. 2021 23:29

Scuola e Covid, nodo key workers: dietrofront inaccettabili e la pazienza sta finendo

La gestione della scuola e le conseguenze sulla famiglia mettono a dura prova la pazienza dei cittadini. Per l'ennesima volta il solito copione caratterizzato da caos e incertezze

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Speravamo che l’epoca delle decisioni all’ultimo minuto, dei dietrofront, delle incertezze fosse finita. Purtroppo ci troviamo a constatare che invece di migliorare le cose peggiorano sempre di più.

Prima viene dato l’annuncio della chiusura delle scuole di giovedì, dando più o meno 10/12 ore alle famiglie per organizzarsi per il giorno dopo. Poi si fa un’apertura per i figli dei lavoratori essenziali: teniamo aperte le scuole almeno per loro.

Ma, immancabile, arriva il dietrofront ministeriale: niente da fare. In mezzo, le montagne russe delle famiglie che non sanno cosa fare, come e se organizzarsi. Poi la “chicca” in negativo, per quanto riguarda le scuole dell’infanzia e i bambini con disabilità, a Milano raggiunge la vetta: entro le 14.00 dell’8 marzo le famiglie devono aderire al servizio predisposto.

Un servizio che consiste nello smistare i bambini che necessitano di sostegno in piccoli gruppi (fatti solo quindi di bambini/e disabili, alla faccia dell’inclusione) in diverse scuole, senza quindi la certezza di avere le stesse educatrici di sostegno o di essere nella propria scuola.

Un’adesione a occhi chiusi senza sapere in quale scuola il proprio figlio o la propria figlia finirà: una sorpresa, insomma. Un servizio raffazzonato, per essere gentili, che non contempla minimamente le esigenze delle bimbe e dei bimbi interessati, che anzi per alcuni/e può avere effetti peggiori che restare a casa.

Un qualcosa pensato e organizzato da chi non ha la minima idea di cosa significhi un servizio educativo legato alla disabilità, specie se cognitiva-relazionale. Un’offerta che sembra quasi fatta apposta per essere rifiutata, per poi dire comunque: «Noi il servizio l’abbiamo messo in piedi, se le famiglie non aderiscono…».

Lo abbiamo detto e scritto più volte: nessuno contesta l’emergenza sanitaria in cui ci troviamo, né tantomeno le scelte drastiche. Si contestano però i modi e la mancanza totale di rispetto nei confronti dell’intelligenza delle persone. Avremmo preferito un discorso di verità – pur cruda – fin dall’inizio di questa terza ondata. Niente di tutto questo, solo il solito caos, le solite incertezze. Fino a quando abuserete della nostra pazienza?

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