serra-monteceneri
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Per chi è un nostalgico della Milano che fu, prima ancora che della Milano “da bere”, ci sono pellicole che resteranno delle pietre miliari. Proprio dai film, spesso, ritroviamo ancora frammenti di una città che non c’è più, ma che è pur sempre della Milano di oggi. Quella dei grattacieli, di Porta Nuova, di Citylife, del nuovo Portello. Proprio quest’ultima zona è legata a doppio filo al cavalcavia Serra-Monteceneri. Quello – tornando alla filmografia – degli inseguimenti tra la Polizia e la “Banda Cavallero” nello storico Banditi a Milano, di Carlo Lizzani. Era il 1968.

 

Dopo cinquant’anni si pensa di abbattere quella sopraelevata, chiusa nelle ore notturne per non disturbare la quiete dei milanesi che hanno le finestre affacciate proprio in quei chilometri di strada che collegano piazzale Stuparich con la Bovisa.

Il modello. Non è da poche settimane che si diffondono idee per abbattere questo “mostro” e trasformarlo. Il modello è l’High-Line di New York, dove la vecchia ferrovia, ormai inutilizzata, è stata trasformata in una passeggiata sopra il traffico per pedoni e biciclette con tanto verde.

Tutto bello, per carità, ma nel caso del Serra-Monteceneri resterebbero alcune incognite: la prima riguarda il solito parcheggio sotto il ponte. Chi ne beneficerebbe senza ombra di dubbio sono i proprietari degli immobili affacciati su quella che potrebbe diventare la “passeggiata alta”, che si vedrebbero aumentare il valore delle case.

L’abbattimento, invece, potrebbe favorire la piantumazione di nuovi alberi, la protezione di una corsia preferenziale della 90/91, ma con un costo indubbiamente più alto per il Comune.

Vie di mezzo. E’ misteriosamente naufragata, invece, la sperimentazione che Palazzo Marino avrebbe voluto avviare la scorsa estate proprio per comprendere al meglio come sfruttare questi manufatti durante il mese d’agosto. La società Urban value by Ninetynine, ad esempio, si era già aggiudicata il bando per trasformare il cavalcavia Bussa in un contenitore di attività aperte al pubblico in ambito sportivo, ricreativo, cinematografico, artistico e di intrattenimento.

Con l’offerta di 58mila euro (su base d’asta di 55.195 euro) oltre gli oneri di allestimento e gestione, la società ha di fatto in mano la possibilità di sfruttare una porzione del Bussa (12 mesi rinnovabili per altri 12), ma aveva anche vinto per una parte di sedime dei cavalcavia di Corvetto e Monte Ceneri (per una durata compresa tra i 5 e i 20 giorni nel mese di agosto scorso).

Si era parlato di cinema all’aperto, cene tematiche, silent party, laser party e osservazioni astronomiche. Se ne riparlerà, perché l’idea è buona. Sia nel caso di un abbattimento, fin tanto che l’operazione non verrà approvata e messa totalmente in atto. Sia nel caso di una trasformazione in stile newyorkese che potrebbe aver bisogno proprio di una fase di test, più che mai utile.

Di certo, anche questo pezzo della storia recente di Milano è destinato a cambiare volto. Con buona pace dei “nottambuli” che sfidano i divieti e sfrecciano anche dopo le 22.00: i beninformati saranno che le telecamere lungo il cavalcavia Serra-Monteceneri fotografano le targhe di chi supera i 70 chilometri orari, non i passaggi notturni. Salvo trovarsi la pattuglia alla prima via di fuga.


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