settimane a tema

Fashion Week, Arch Week, Design Week e ancora e ancora e ancora. La vita di Milano ormai è scandita dal calendario delle settimane a tema. Certo non possiamo non apprezzare questa vitalità e anche questa ritrovata centralità della nostra città, che ormai è un punto di riferimento internazionale per molteplici discipline, attività, sperimentazioni.

 

Tutti i grandi settori dell’economia e della cultura passano da Milano, per trovare idee e spunti, per condividere esperienze. Un circolo virtuoso che ha ricadute economiche, culturali e sociali importanti. Però non possiamo non sottolineare come questa innata capacità organizzativa milanese un po’ di ansia ce la crei. Tutto diventa week, il calendario è fitto e come tutti i calendari ci fa salire quella frenesia, come quando finite le vacanze estive ci rendiamo conto di quanti giorni mancano a Natale.

Ci segniamo tutto in agenda: la prossima che week è? Come mi devo vestire la prossima settimana, perché se c’è la Fashion Week mi vesto in modo fintamente sbarazzino e recupero i capi firmati che ho a disposizione, se c’è quella dei libri tiro fuori dall’armadio la giacchina di velluto che fa tanto intellettuale, se c’è il design devo ricordarmi delle sneakers alternative che ho nel ripiano della scarpiera.

Di che cosa devo parlare durante l’aperitivo la settimana prossima? Ah sì, c’è la settimana dell’architettura, ritiro fuori un libro di sociologia urbana per non farmi cogliere impreparato, se c’è quella del design devo ripassare qualche nome di star dell’arredamento creativo. Si scherza, ovviamente, ma fino a un certo punto.

Se tutto diventa “evento”, che cosa realmente è evento? Se tutto è scandito, organizzato, cosa è davvero creativo, fantasioso, gioiosamente anarchico? Viva le settimane a tema e viva anche questa continua esplosione di vita di Milano. Ma un po’ meno di ansia, altrimenti ci viene la sindrome di HalloWeek.