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Milano
16. 10. 2021 14:09

Quando in nome della sicurezza ci si sporca di sangue

Dopo gli ultimi fatti di cronaca l'opinione pubblica si divide nuovamente sul tema di sicurezza che diventa anche uno dei temi principali della campagna elettorale nel capoluogo meneghino. È questo che serve realmente alla Milano di domani?

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Due giorni fa l’assessore alla sicurezza di Voghera, Massimo Adriatici, ha ferito a morte con un colpo di pistola un cittadino di origini marocchine. L’esponente della Lega ha raccontato che il colpo è  partito cadendo dopo che l’uomo l’aveva aggredito. I suoi compagni di partito, con Matteo Salvini in primis si sono affrettati a banalizzare l’accaduto come “legittima difesa”.

Sicurezza, quanto ne abbiamo bisogno?

Al tempo stesso qui a Milano si scaldano i toni della campagna elettorale ed uno dei temi principali di scontro diventa nuovamente la sicurezza. Il sindaco uscente Sala afferma che il capoluogo meneghino non è una “Gotham City”, mentre il suo sfidante promette una ricetta già sentita e risentita in caso di vittoria: «Maggiori presidi delle forze dell’ordine».

Luca Bernardo proprio ieri sera ha fatto visita ai volontari presenti a Rogoredo. La storia del boschetto della droga dovrebbe averci insegnato una lezione, ma pare sia caduta nel dimenticatoio. I presidi, acclamati a gran voce dal centrodestra, nel 2019 rappresentarono il nucleo dell’operazione “L’Unione fa la forza” voluta dal prefetto Renato Saccone.

Il risultato? Il boschetto della droga non è morto, ma si è spostato solo qualche chilometro più a sud. A morire sono invece ancora le tante persone che finiscono nel tunnel della “nera”, l’eroina. Persone che non basta etichettare come “drogati”, ma soggetti per il quale il Comune forse dovrebbe impegnarsi maggiormente per recuperarli e farli tornare ad essere risorse utili per la società.

Anche Massimo Adriatici nel suo operato come assessore ha sempre chiesto maggiori presidi ed ha condotto un’instancabile battaglia contro i senzatetto. Quella sicurezza tanto esaltata ha prodotto morti eclatanti, come l’uomo ucciso proprio dall’assessore, e morti silenziose, come quelle di overdose legate allo spaccio.

E proprio questa la sicurezza di cui abbiamo bisogno? Un consiglio per le prossime elezioni: istituire un assessorato all’Umanità.

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