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18. 09. 2020 12:12

Dorelli, Celentano e Vecchioni: quando Milano fece la storia del Festival di Sanremo

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Domani inizia Sanremo, l’unico vero festival della musica italiana: 69 anni di storia e di canzoni che ci hanno accompagnato e che hanno fatto da colonna sonora a diverse generazioni. Tra i tanti vincitori delle varie edizioni, spiccano anche tre milanesi doc: Johnny Dorelli, Adriano Celentano e Roberto Vecchioni.

Johnny Dorelli vince per ben due anni di fila (un record) in coppia con Domenico Modugno, con due canzoni entrate nella storia: Nel blu dipinto di blu e Piove, 1958 e 1959. Chi non ha mai canticchiato «Penso che un sogno così non ritorni mai più, mi dipingevo la faccia e le mani di blu. Poi d’improvviso venivo dal vento rapito e cominciavo a volare nel cielo infinito…»? Un capolavoro.

Seppur ricordate entrambe cantate solamente da Modugno, nell’interpretazione sanremese Dorelli fu grande protagonista. Il “Molleggiato” vince il Festival nel 1970 con Chi non lavora non fa l’amore, canzone di protesta al contrario, che riceve diverse critiche. In anni in cui gli scioperi abbondavano, Celentano invitava a tornare al lavoro: «A casa stanco, ieri ritornai, mi son seduto, niente c’era in tavola.

Arrabbiata lei mi grida che ho scioperato due giorni su tre. Coi soldi che le do non ce la fa più e ha deciso che lei fa lo sciopero contro di me!». Vecchioni è l’ultimo in ordine di tempo ad aver vinto il Festival: nel 2011 con Chiamami ancora amore, struggente e poetica, arriva al cuore «e per la barca che è volata in cielo che i bimbi ancora stavano a giocare che gli avrei regalato il mare intero pur di vedermeli arrivare».

Da domani canteremo nuove canzoni. Milano non avrà grossi esponenti, ma poco importa: Sanremo è e resta sempre Sanremo.


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