terrapiattisti
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Milano un po’ centro di tutto. Una forza magnetica che attrae qualsiasi cosa, scatenando talvolta invidia, a volte ammirazione, in altri casi ancora una giusta dose di critiche per eccesso di fagocitazione rispetto al resto del paese. È vero che talvolta ragioniamo poco sugli effetti di questa naturale propensione ad accogliere, assumere, rendere milanese un po’ ogni cosa. Di certo in città ormai non c’è proprio nessun rischio di annoiarsi, succede sempre qualcosa che ci fa sentire centro di gravità permanente. Persino il raduno dei terrapiattisti: persone convinte che il nostro pianeta non sia rotondo, ma che in realtà sia un’enorme tavola.

 

Si sono dati appuntamento a Milano per discutere la loro teoria, per rivendicarne la forza scientifica. Hanno addirittura chiesto al presidente del Consiglio Conte un finanziamento per una spedizione in Antartide per dimostrare la validità della loro tesi. Eppure basta proprio venire a Milano per capire che la terra non è piatta, ma è una grossa palla calciata nel sistema solare.

Basterebbe salire su uno dei tanti grattacieli, o sul tetto del Duomo, o fare un salto al planetario. Oppure ricordarsi che qui c’è l’osservatorio astronomico di Brera. Poi adesso, che siamo l’ombelico del mondo, la teoria qui, sotto la Madonnina, assume aspetti ancora più grotteschi. Ma ormai abbiamo imparato anche ad accogliere anche le cose più stravaganti, più impensabili. Allora benvenuti a Milano terrapiattisti, ma non esagerate con gli Spritz Campari o con i Negroni sbagliati: potrebbe girarvi la testa e potreste avere il dubbio che non sia tutto un piattume.


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