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19. 05. 2022 01:43

Incendio a Milano: corrente staccata e allarme mai partito, i tanti punti oscuri della tragedia

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L’incendio a Milano scoppiato nel palazzo di via Antonini domenica 29 agosto ha tanti punti oscuri ancora da chiarire. Si va dall’origine del rogo, ancora da chiarire, fino alla manutenzione dell’impianto antincendio, le falle nella sicurezza della struttura e molto altro. L’indagine della Procura di Milano non ha ancora fatto chiarezza su quanto accaduto alla Torre dei Moro in via Antonini, per fortuna senza provocare vittime fra i residenti. Sono ancora in corso gli accertamenti, con le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella, che si preannunciano comunque con tempi lunghi e assai complesse.

Incendio a Milano, la luce staccata nell’appartamento andato in fiamme

C’è da chiarire in primis se la luce fosse davvero staccata nell’appartamento che ha dato il via al rogo. Il custode del palazzo, entrato per innaffiare le piante presenti nella casa al quindicesimo piano, ha detto che cinque giorni prima del rogo non c’era corrente. La luce non si accendeva. Probabile fosse staccata e, a questa stregua, considerando che i proprietari non sono ancora rientrati dalle vacazne, staccata deve essere rimasta per tutto il tempo. C’è da chiedersi, però, come si sarebbe innescato un eventuale cortocircuito. perché l’impianto elettrico degli appartamenti, dotato anche di salvavita, consentirebbe in linea teorica di staccare la luce nelle stanze ma lasciare acceso il frigorifero e altri elettrodomestici. Il proprietario nei prossimi giorni verrà ascoltato dagli inquirenti.

La teoria della batteria al litio 

Tra le varie ipotesi c’è anche quella di una possibile autocombustione di una batteria al litio che potrebbe aver preso fuoco nella casa. L’appartamento al quindicesimo piano, però, è vuoto da giorni, con la corrente staccata, difficile immaginarsi che possa accadere un qualcosa del genere. In linea teorica, poi, non è possibile escludere l’origine dell’incendio in un altro appartamento. 

Le falle nella sicurezza 

«Abbiamo iniziato a sentire puzza di bruciato, a vedere il fumo, ma nessun allarme ha suonato» hanno spiegato i condomini. Altro elemento sul quale gli inquirenti dovranno fare luce, dopo che era già emerso che in molti piani le bocchette dell’impianto idrico antincendio non funzionavano. E poi il materiale con il quale è stata rivestita la facciata, l’Alucobond. Per questo sono stati repertati campioni delle lastre risparmiate dalle fiamme per verificare la qualità dei materiali.

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